Cinquant’anni fa dalla Cina sbarcava a Napoli l’agopuntura

Venerdì 30 Novembre 2018
Cinquant’anni fa l’agopuntura “sbarcava” a Napoli dalla Cina. Erano i tempi in cui il biologo francese Soulie de Morant pubblicava il primo libro europeo sulla medicina alternativa affascinato dalla scienza medica cinese.

A Napoli, il giovane medico Nuccio Nicotra, siciliano d’origine ma trapiantato all’ombra del Vesuvio incontra il pioniere italiano dell’agopuntura, Luciano Roccia dell’Università di Torino e decide di frequentare l’Ospedale Le Molinette per gli studi teorico-pratici. Poi, Nicotra vola in Cina. E’ il 1970, un lungo viaggio di studio. L’anno successivo esegue a Napoli la prima analgesia chirurgica mediante agopuntura per una tiroidectomia.

Seguiranno tanti altri interventi, al Cardarelli di Napoli, per pazienti ad alto rischio anestesiologico. Dieci anni dopo, è il 1980, istituisce con la dott.ssa Olga Wanderling, sempre al Cardarelli, il primo ambulatorio pubblico del mezzogiorno.

“Fu un boom di presenze – racconta oggi Nuccio Nicotra – nel suo studio di via Terracina – arrivavano pazienti dalla Calabria, dalla Basilicata, dalla Sicilia. Non potevano affrontare l’anestesia tradizionale e si affidavano all’agopuntura. E poi le prime cure per le cefalee, i dolori articolari, le allergie. Insomma, una risposta medica che aveva cinque mila anni di storia ma che per l’occidente era una scienza quasi sconosciuta. Napoli divenne la Capitale del Sud dell’agopuntura”.

Nel 1981 Nuccio Nicotra istituisce corsi quadriennali di agopuntura per medici chirurghi nell’ambito delle Scuola Medica Ospedaliera napoletana. E nel 1983 con il primo convegno internazionale affronta con successo i distinguo dei suoi colleghi medici tradizionali.

Seguiranno numerose pubblicazioni scientifiche ed un intenso lavoro professionale sempre con Olga Wanderling evidenziando gli effetti neurofisiologie, umorali e di immunomodulazione dell’agopuntura, terapia millenaria di avanguardia in epoca di farmaci biologici.

“Sia al Cardarelli che al mio studio anno dopo anno – spiega Nicotra – affronto in agopuntura patologie osteoarticolari, trattamento dell’ansia e delle sindromi depressive, sterilità maschile e femminile, sindromi disfunzionali dell’apparato gastroenterico e ginecologico effettuando centinaia di interventi, tra l’altro di analgesia dentaria in paziente allergici. Un successo”.

Ora Nicotra e Wanderling continuano a curare centinaia di pazienti. La scienza medica ha riconosciuto l’efficacia delle cure non convenzionali specialmente nella terapia del dolore. Grazie alla PET è possibile oggi descrivere gli effetti cerebrali dell’agopuntura usata a scopo analgesico chiarendo che la terapia si basa su effetti biologici.

“Per anni si parlava di suggestione – racconta Nicotra – ora lo ZHEN Fa il termine cinese che sta per agopuntura, è entrato a pieno titolo nella medicina del terzo millennio”. Certo, alle spalle, ci vogliono studi specifici ed una grande manualità. Di recente, il National Institutes of Health statunitense ha conferito ai metodi terapeutici della tradizione cinese un riconoscimento ufficiale. E in Italia il servizio sanitario nazionale considera l’agopuntura “atto medico a tutti gli effetti”. I dati ufficiali parlano di 2 milioni di italiani che ne apprezzano i risultati, oggi in Italia sono 50 le strutture pubbliche che forniscono tali prestazioni. Napoli vanta il primato poco conosciuto di essere stata caposcuola in un campo della medicina che registra un boom di prestazioni ed attenzione mediatica. Il tutto mentre nello studio di Terracina, cinquant’anni dopo, Nuccio Nicotra ed Olga Wanderling continuano a ricevere pazienti da tutta Italia. © RIPRODUZIONE RISERVATA