Dacia Maraini, laurea honoris causa all'Orientale

Il 17 ottobre alle 11.00 a palazzo du Mesnil in via Chiatamone 62 l’Università degli studi Napoli L’Orientale conferirà la Laurea honoris causa in “Letterature e culture comparate” alla scrittrice Dacia Maraini.

«Maraini, non solo come celebre autrice di tante opere ma anche per il suo impegno civile, contribuisce da sempre alla reciproca comprensione tra le culture del mondo» dice la Rettrice dell’Orientale, Elda Morlicchio. «Maraini con la sua “vita attiva” ci ricorda continuamente quanto sia importante combattere per ciò in cui si crede, in nome di un ideale di umanità oggi più che mai da difendere».

«È difficile distinguere in modo netto quale delle tante sfaccettature di una personalità così ricca intendiamo onorare: la romanziera, la poetessa, la drammaturga, la sceneggiatrice, la traduttrice, la critica letteraria, la saggista, la memorialista, la viaggiatrice, la testimone, l’intellettuale. Tutte queste attività convergono in una figura che, per esperienza biografica non meno che per le sue opere, e soprattutto per i modi in cui quell’esperienza si fa oggetto di riflessione nel lavoro artistico e intellettuale, sintetizza, incarnandoli in modo esemplare, i valori dialogici e interculturali che ispirano tanto il corso di laurea magistrale in Letterature e culture comparate quanto l’Orientale come Ateneo» dice Donatella Izzo, docente di Letteratura Angloamericana che pronuncerà la laudatio nel corso della cerimonia di conferimento della laurea.

Dice Maraini: «questa laurea per me ha un sapore speciale perché mi ricorda mio padre Fosco, che negli anni Trenta studiò all’Orientale con Giuseppe Tucci. Dunque l’Orientale mi è cara anche come memoria di famiglia. In un tempo di autarchie pericolose e inquietanti, la laurea in “Letterature e culture comparate” ha oggi un valore di esemplarità. In una situazione che vede  gli Stati tornare a chiudere le  frontiere, a mettere dazi e pedaggi che ricordano scelte irresponsabili  del passato, la comparazione che propone l’Orientale diventa sinonimo di rispetto e comprensione. Una sorta di antidoto per promuovere  la circolazione delle idee e delle persone, sapendo che storicamente i movimenti dei popoli non possono essere fermati, ma solo governati. Chi cerca di arrivare in Europa non lo fa per capriccio o cattiveria, ma per fuggire da una fame spesso conseguenza di antiche rapine compiute dai colonialismi europei, per fuggire da guerre che si alimentano con armi comprate dalle nostre industrie, per fuggire dalle dittature di fantocci spesso voluti e sostenuti dall’Occidente. La comparazione delle culture appartiene a un principio di civiltà, una scelta razionale e umanitaria che deriva dalla migliore tradizione europea».
Sabato 13 Ottobre 2018, 16:40
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