Il fuoco di sant'Antonio per gli animali e la protesta del decumano del mare

di Benedetta Palmieri

Il giorno di sant’Antonio e il tradizionale cippo che ne caratterizza le celebrazioni avranno stavolta anche un significato differente, per gli abitanti e gli attivisti del decumano del mare. Diventa infatti l’occasione per ribadire le loro posizioni e chiedere maggiore attenzione per la cura della zona e del centro storico tutto. 

A organizzare è il “Tavolo per lo sviluppo del decumano del mare”, che si occupa pure del confronto con le istituzioni, dalle quali attende sempre risposte concrete. E infatti, la posizione di coloro che ne fanno parte è chiara: «Basta. La sicurezza e la vivibilità devono essere garantite. Non possiamo essere sostituivi dei servizi comunali. Vogliamo invece essere il valore aggiunto di un quartiere che si vuole rialzare, tornando alla sua importante funzione sociale, culturale, storica. Un quartiere che vuole recuperare la propria identità e la propria dignità». 

E allora, per mandare un ulteriore messaggio, è stato scelto proprio sant’Antonio: questo giovedì (il giorno 17) alle 19, ci si incontrerà a largo San Giovanni Maggiore Pignatelli: qui, spazio naturalmente anche alla tradizione, e dunque canonico fuoco per il santo (ciascuno è invitato a portare un tocco di legno) – che sarà benedetto da don Salvatore Giuliano, nuovo parroco della chiesa di Santa Maria dell’Aiuto. Peraltro, il parroco, insieme con la Fondazione ordine degli ingegneri di Napoli – presieduta da Luigi Vinci – si occupa anche della cura, dello sviluppo e della tutela della Basilica di San Giovanni Maggiore. 

Ma a essere benedetto non sarà solo il cippo, bensì pure gli animali domestici – di cui sant’Antonio è protettore – che verranno portati in piazza (e che sono attesi e saranno molto ben accolti). 

A seguire, tarantella (con il Capitano di “Vico Pazzariello”) e vino caldo – per combattere il freddo, ma anche per creare un momento di piacevole comunione tra i presenti. 
 
Bisogna tornare però alla questione critica, perché dal Tavolo fanno sapere pure che dal giorno successivo (il 18), «la pulizia della piazza e dei vicoli limitrofi sarà sospesa, sino a quando non saranno messe in campo concrete azioni volte a sanare l’emergenza da parte delle istituzioni». 

Inoltre, altra questione su cui si focalizza l’attenzione è quella della anarchia in cui versa il quartiere, soprattutto di notte: spaccio, violenza, la sensazione di essere terra di nessuno. 

A dare man forte alla protesta, ci saranno i residenti, i commercianti, associazioni come “Artèteka” e “Vico Pazzariello”, e anche “Libera” – che proprio a largo San Giovanni Maggiore sta per realizzare il presidio del centro storico di Napoli. 
Mercoledì 16 Gennaio 2019, 13:15
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