Il Madre lancia "Museo Futuro":
percorso di formazione digitale

Venerdì 27 Novembre 2020 di Enrica Buongiorno

La Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee della Regione Campania presenta Museo Futuro, la nuova piattaforma per-formativa attraverso cui il museo Madre proporrà la sperimentazione di una originale rilettura del concetto di museo, ideata da Jeffrey Schnapp e Laura Valente con la collaborazione di Elisabetta Terragni e Daniele Ledda. Un percorso digitale inedito, totalmente gratuito, curato da Schnapp, membro del nuovo Comitato Scientifico del museo. Storico statunitense è la figura di riferimento nel campo delle digital humanities, ovvero di come il digitale impatti i modelli di produzione e trasmissione della cultura.

A partire dal 17  dicembre, venti partecipanti selezionati attraverso un bando online dal 28 novembre (chiusura bando il 15 dicembre, info www.madrenapoli.it), potranno seguire online l’iter di alta formazione, in cui saranno affrontate tematiche quali la musealizzazione nel futuro, l'identità istituzionale di un museo e il suo impatto nel mondo fisico e virtuale, l'interazione e la multisensorialità, la reinterpretazione degli spazi, la progettualità e la ricerca, e che si concluderà con una nuova pubblicazione dinamica in 4d. “Oggi, la stragrande maggioranza di noi porta dei piccoli computer in tasca ossia i nostri telefonini. – dichiara Schnapp -. Sono mutamenti che hanno aperto uno spazio molto più ampio di dialogo: siamo passati da esperimenti che si limitavano ad analisi di testi e inventari, all'analisi del suono, delle immagini, dei video, della multimedialità che oramai è diventata una componente fondamentale per la cultura digitale. Quindi lo spazio dell'umanistica digitale, il suo laboratorio, ricopre tutte le forme di cultura del nostro tempo. Oramai, i dati non solo documentano la storia delle culture, ma sono una componente basilare del patrimonio culturale stesso. La nostra ambizione è quella di adottare un modello di formazione che ha come obiettivo “risolvere un problema di ricerca” con una definizione volutamente promiscua dei frutti di questi lavori, sempre di squadra che comprendano mostre, archivi, libri, piattaforme digitali, software, allestimenti, performances”. “Il digitale ti impone, quando è creativo, modi diversi di guardare alle cose. Questo momento di crisi può e deve diventare un'opportunità per sperimentare linguaggi espressivi che in un regime di normalità non avremmo mai avuto il coraggio di sperimentare. Con Jeffrey in principio avevamo pensato ad un'esperienza ibrida, metà in presenza e metà su piattaforma virtuale, ma il secondo lockdown ci ha portato verso una nuova elaborazione del format, aperta a curatori e artisti, designer e architetti e a tutti quei profili che vorranno osare misurarsi con un modo nuovo di intendere le professioni museali. Sette mesi per dieci stanze reinventate sulla collezione permanente del Madre, a cui si aggiungono residenze digitali con inediti risvolti creativi e produttivi. Si uscirà da questo percorso, che ancora non sappiamo dove ci porterà, con quello che noi vorremmo chiamare ‘certificato di museologia sperimentale'. Una bella sfida per tutti”, conclude la presidente Laura Valente.  

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