«Il patrimonio culturale del Museo del Mare di Napoli», la denuncia di Mussari

Storie di musei e storie di mare. Le cronache ne consegnano tante, di guerre e di migrazioni, di valorizzazione, di accoglienza e di perdite inestimabili. A Napoli, da oltre trent’anni esiste un piccolo Museo che custodisce e tramanda tra molte difficoltà un grande patrimonio, per ricordare che la nostra storia è fatta di viaggi e di migrazioni, di scoperte, invenzioni e navigazioni e di una eccellenza tecnica e scientifica nel campo marittimo. Un patrimonio materiale e immateriale, quello del Museo del Mare, che ha origini lontane e che, faticosamente salvaguardato in tanti anni, continua ad essere sottovalutato.

Di questo si parlerà mercoledì 7 giugno alle 17.30 al Blu di Prussia (via Filangieri) con il fondatore e direttore, Antonio Mussari, autore del volume “Il patrimonio culturale del Museo del Mare di Napoli” (Esa edizioni). Il libro, ampiamente corredato da fotografie degli esemplari originali custoditi nelle sei sale del Museo, a Bagnoli nell’Istituto Tecnico Nautico Duca degli Abruzzi, raccoglie una appassionata testimonianza del lavoro a cui il professor Mussari si dedica con impegno quotidiano affinché Napoli, città di mare, abbia un Museo degno della sua storia.
 
La presentazione del ricco e accurato volume, realizzato con il patrocinio della Regione Campania e in collaborazione con la fondazione Thetys – Museo del Mare, sarà coordinata dalla giornalista Eleonora Puntillo. L’incontro proporrà una riflessione sull’importanza di una realtà museale che da anni combatte per sopravvivere e ottenere un sostegno concreto sul territorio.

Riconosciuto Museo di valore scientifico e tecnico dal Ministero del Turismo e dello Spettacolo, nel 1992, inserito nella Guida dei Musei Navali, iscritto all’Associazione dei Musei del Mare del Bacino del Mediterraneo e, finalmente, riconosciuto anche dalla Regione Campania, nel 2007, come Museo di interesse regionale, «il Museo del Mare di Napoli ancora oggi viene misconosciuto, anzi ne viene negata, offensivamente, perfino l'esistenza - denuncia Mussari – Eppure, grazie all’aiuto dei volontari, il Museo ha accolto, nel 2007, circa 13mila visitatori. Numeri che oggi andrebbero sicuramente a crescere se ci fosse una adeguata riflessione culturale».
 
Oggi, infatti, il Museo del Mare continua la sua attività sotto la direzione di Mussari e l’attività dell’Associazione amici del Museo del Mare, e in collaborazione dell’Istituto Nautico Duca degli Abruzzi che lo ospita, organizzando mostre, convegni e attività divulgative anche all’estero e con le quali si autofinanzia. Durante la presentazione la dirigente scolastica dell’Istituto Nautico, Laura Elvira Romano, racconterà il rapporto tra le due realtà culturali, mentre Raffaella Salvemini, primo ricercatore ISSM CNR Napoli, parlerà del Museo come luogo di cultura, di raccolta di documenti, libri, archivi e quindi di studio; Claudio Pensa, Ingegneria Navale - Università Federico II di Napoli, interverrà sul ruolo del Museo come laboratorio. Infine, Tonino Troiano, docente di navigazione dell’Istituto Nautico si soffermerà sul patrimonio culturale descritto nel libro scritto da Mussari.
Lunedì 5 Giugno 2017, 20:06
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1 di 1 commenti presenti
2018-01-30 18:51:27
Il museo del mare esiste da sempre ed era allocato nei locali dell'istituto nautico duca dagli abruzzi che si trovava alla salita Tarsia a Montesanto e poi venne spostato nei locali del nuovo istituto nautico a a Bagnoli. Io lo conosco da quando frequentavo tale istituto circa 80 anni orsono. Il preside era Albin e non ricordo il nome.

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