Il rapporto tra arte e architettura spiegato ai bambini al Museo di Capodimonte

di Benedetta Palmieri

Con la sua dose di creatività, di immaginazione unita alla costruzione, l’architettura sembra essere vicina alla mente infantile più di quanto forse si possa immaginare. 

E così, progetto, misura, composizione, design, sostenibilità, storia divengono i temi portanti di una serie di laboratori che prenderanno il via questa domenica al Museo di Capodimonte: ideato e curato da “Archipicchia! Architettura per bambini”, il ciclo è organizzato in collaborazione con l’associazione “Amici di Capodimonte” e il contributo della “Fondazione Emiddio Mele” (peraltro, si terrà proprio negli spazi dedicati alla collezione dei Manifesti della Fondazione), e giunge alla sua quarta edizione. 

Titolo del programma di quest’anno è “Diamo casa alla bellezza”, e nello specifico indagherà il rapporto tra l’opera d’arte e la struttura architettonica che la custodisce, stimolando nei piccoli partecipanti uno sguardo diverso da quello cui sono avvezzi. Uno sguardo più ampio e articolato, che si poserà anche sulle opere d’arte e le attraverserà alla ricerca delle ispirazioni degli artisti, per poi individuare e seguire anche le proprie, nella realizzazione delle forme, degli spazi, dei luoghi che desiderano. 

Questa domenica (il 13 alle 11), si comincia allora con “Stalattiti e giostre di colore” – e i lavori di Sol LeWitt e Daniel Buren, nei quali rintracciare (e poi ricreare) ritmo e ricorrenza del segno, il movimento che scaturisce dalla luce e dalla leggerezza dei materiali. Il lavoro pratico porterà a realizzare delle piccole giostre di colore, che comporranno una installazione collettiva. 

Qui di seguito il programma degli altri incontri, così come descritto dall’organizzazione. 
Il 10 febbraio, “Realizziamo un moderno polittico”: “I bambini scopriranno l'antica forma d'arte del polittico, che tiene assieme architettura, pittura e scultura; e si divertiranno a montare e smontare i paesaggi del quotidiano per dargli nuova vita. Gli edifici che rappresentano nell'immaginario dei bambini la nostra città saranno i protagonisti di un collage polimaterico che troverà casa in grandi pannelli”. 

Il 10 marzo, “Il mio salone delle feste”: “Sollecitati dalla visita al Salone delle feste del Museo di Capodimonte, realizzeranno piccoli plastici per allestire il loro posto speciale, un’architettura che invera la loro idea di spazio della festa: moderna città dei balocchi, playground... o anche la loro camera dei giochi. Uno spazio a misura di bambino dove dare corpo ai sogni e alle fantasie”. 

Il 14 aprile, “Mettiamo in scena l’opera”: “I bambini ricostruiranno una immaginaria sala di museo, e ne progetteranno l'allestimento. Una piccola riproduzione di uno dei capolavori d'arte ospitati dal Museo di Capodimonte sarà il fulcro e la misura del loro intervento. Il volume della sala, scomposto in pareti, soffitto e pavimento, sarà montato o decostruito in un nuovo progetto spaziale, per dare casa all'arte e cercare di cogliere i rapporti che regolano e proporzionano la bellezza”.

Il 12 maggio, “Merz-Bau”: “Sollecitati dalla visita alla collezione con temporanea del Museo, saranno invitati a realizzare una composizione spaziale collettiva. Tubi e quinte di cartone, scatole, tessuti e altri materiali di riciclo, saranno assemblati e disposti secondo sequenze e ritmi ritrovati dai bambini in rapporto allo spazio che li ospita”. 
Il 9 giugno, “Scopriamo la bellezza”: “Una piccola scatola segreta sarà trasformata in un misterioso luogo di bellezza. Costruiremo una scatola-casa che, come la boite à desire di Le Corbusier, ospiterà il mondo di ogni piccolo progettista: uno scrigno di bellezza, dotato di un piccolo foro su uno dei fronti, dal quale ammirare il contenuto”. 
 
Le età consigliate per la partecipazione ai singoli laboratori possono variare. Per questa e altre informazioni, e le necessarie prenotazioni, la mail prenotazioni@amicidicapodimonte.org. 
Sabato 12 Gennaio 2019, 13:03
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