Sbarca a Napoli «Italia riflessa», il progetto di storytelling fotografico a caccia di volti

L'iniziativa promossa da Xiaomi ha raccolto figure della quotidianità cittadina

Uno scatto alla Pignasecca
Uno scatto alla Pignasecca
di Giovanni Chianelli
Mercoledì 29 Novembre 2023, 17:01
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Dall’artigiano di 93 anni che realizza camei al giovane filosofo che è partito per l’Ucraina, dalla drag queen di Mantova che si è trasferita al centro storico di Napoli a un ragazzo che ha ereditato il chiosco di acquafrescaio, e tanti altri. Sono finiti sotto una lente speciale, la Xiaomi 13T Series, frutto della collaborazione con Leica: per lanciare il prodotto l’azienda ha organizzato dei tour in tre città d’Italia e Napoli non poteva mancare. Il titolo è “Italia riflessa” ed  è un percorso di storytelling fotografico che coinvolge fotografi e content creator locali, con l’obiettivo di raccogliere e immortalare le storie più intime di cittadini colti nella loro quotidianità. A Napoli hanno scattato Federica Cocciro, Carmine Benincasa e Nicola D'Orta, fotografi certificati da Leica: sono andati a caccia di vlti incontrati tra bar e case, botteghe e strade.

A finire per primo sotto l’obiettivo è stato Ilmenestrelloh, nome social di Marco Marfella: “In epoca feudale il menestrello era l’artista che intratteneva le persone a corte. E a me piace fare il cantastorie” spiega. Nativo di San Giorgio a Cremano, con Massimo Troisi nel cuore e nella mimica, da tempo commenta i programmi della tv nazionalpopolare tramite rubriche e format, creando un linguaggio tutto suo, fatto di nuovi vocaboli e modi di dire da lui coniati. Poi c’è Francesco, uno degli eredi della dinastia di trippaioli più famosa di Napoli. Si chiamano “o Russ”, perché avevano i capelli rossi. “Mia nonna ebbe 24 figli e 77 nipoti. Abbiamo tripperie sparse per Napoli”.  Mario invece è il volontario: “In Ucraina ero bravo a intrattenere i rifugiati” racconta. Storie su storie: c’è Renato che ha superato i 90 e da quando ne aveva 7 produce camei, Carmine che ha lavorato per anni come medico al carcere di Secondigliano ma nel tempo libero fa il cantautore, Giuseppe, liutaio, che ha costruito strumenti per Gino Paoli, Fiorella Mannoia, Biagio Antonacci. E poi c’è Miriam che vive in una casa nel centro storico di Napoli, tra foto di Beyoncé, ritratti di Maradona in versione femminile e vagine di plastica attaccate ai muri. Cresciuta nella provincia mantovana e trasferitasi a Napoli, è stata cantante, finalista a The Voice, insegnante di latino, venditrice, bartender, guida turistica, performer.

Anche drag queen: “Napoli è una città all’avanguardia, per quanto riguarda l’arte, la musica e le minoranze. Devi viverla per conoscerla. Ma quando la conosci, lei ti conosce e ti regala opportunità”.

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