L'arte moderna sbarca a Forio: mostra internazionale al Torrione Saraceno

Alcuni degli artisti che espongono al Torrione di Forio
di Massimo Zivelli

Fotografia, pittura, grafica. Tutte le arti, per tanti artisti napoletani e internazionali nella mostra “Emozioni in Colori” allestita al Torrione Saraceno di Forio. E’ questa la “prima” sull’isola d’Ischia della poliedrica artista di origine siberiana, ma oramai naturalizzata napoletana, Natali Ferrary e dell’associazione Arte Reale che la stessa ha contribuito con determinazione a far nascere in città, raggruppando tanti appassionati e professionisti delle arti.

Per la mostra che si svolge nel monumentale Torrione del ‘400 che domina il porto di Forio, la Ferrary si è avvalsa della preziosa collaborazione di Giuseppe Magaldi e della associazione culturale Radici, da sempre attivissima sul territorio nell’organizzare mostre ed eventi artistici di grande livello.

Ed anche in occasione della mostra “Emozioni in Colore” non sono mancate le sorprese. Come quella della serata inaugurale che ha visto la presenza con esibizione di Fabio Morgera, ischitano di origine ma cittadino di New York da sempre, che notoriamente con la sua straordinaria tromba è uno dei più importanti musicisti jazz al mondo. Fra gli artisti in mostra al Torrione, oltre alla stessa Natali Ferrary che ha proposto le sue opere a metà fra la pittura e la fotografia graficizzata, ci sono altre artiste che arrivano dall’Est Europa o dall’Asia. Come nel caso di Abulmazhinova Zhuldyz Bolatovna, pittrice che arriva dal Kazakhistan e che si è affermata sulla scena internazionale per le sue opere, assai apprezzate nel suo paese ed anche all’estero, dove ha fatto diverse mostre, esponendo opere che esaltano le persone e la loro creatività, essendo abile nelle tecniche descrittive pittoriche e grafiche e nella lavorazione delle ceramiche. Dall’Ukraina arriva invece Kseniya Paschenko, a Napoli da alcuni anni, dove ha affinato le sue doti di ricerca artistica fondendole con la creatività tipica degli ambienti culturali partenopei, in opere a metà fra l’impressionismo e l’emozioni dei colori che si accavallano ai luoghi della memoria. Ancora dall’Ukraina, Roksolana Yolich, artista nota in patria e che spesso si impegna in campagne e progetti di beneficenza a favore di ospedali ed associazioni di volontariato. All’estero ha esposto a Parigi e Londra. Il suo stile è quello tipico della Fantasy Contemporary Art. Assai famoso in Russia ed all’estero è Mikhail Belotserkovsky, importante fotografo di Mosca, specializzato in fotografia teatrale e scenica. La sua tecnica è un misto di equilibrio fra il ritratto classico dei personaggi e degli attori e la loro psicologia interpretativa. L’artista lavora principalmente sul gioco delle ombre e delle luci di scena.

In mostra anche le opere di un napoletano a sua volta acquisito come Vlaceslav Castellano, in arte Zao, che ha tutte le qualità dell’artista che trova nel suo istinto naturale ed umano, la forza di dare sfogo alla sua grande capacità creativa. I suoi affreschi e murales rappresentano l’indizio di una infanzia tormentata e certamente non facile. Tanti gli elementi che si richiamano alle tematiche sociali, alla violenza dilagante, alla criminalità. Un artista, Vlaceslav decisamente “noir” che non disdegna di suonare il violoncello e dedicarsi con successo anche alla scultura, infondendo in tutte le espressioni del suo genio artistico, una forte vena anticonformista. Arianna Donini, parmense di origine ma oramai napoletana a tutti gli effetti, è una video maker ed esperta fotografa, che ha infuso nella sua arte, le conoscenze che ha acquisito durante i suoi studi universitari nel campo artistico e culturale. Un grande fotografo è Gianni Biccari, che ha fatto della ripresa sulle scene teatrali, la sua arte. Numerose le sue collaborazioni istituzionali con teatri ed enti culturali. Antonio “Maluca” Gioioso è un artista per vocazione naturale e di famiglia. Nessuno studio compiuto sul campo, Antonio che discende da una famiglia che ha sempre curato la pittura come passione, dà spazio alla sua creatività non solo attraverso le opere esposte al Torrione, ma anche suonando la batteria. E’ lui che con un atto coraggioso ha trasformato lo storico negozio di famiglia alla Porta San Gennaro di Napoli, nel laboratorio “Mesticheria”, dove si dedica alla attualizzazione artistica dell’antico metodo cosiddetto della “gomma bicromata”. Dalla piccola e sempre meravigliosa e suggestiva Anacapri arriva poi Mario Coppola, fotografo che legatissimo alla sua isola, ama mostrarne scorci e paesaggi lontani dalla iconografia classica e commerciale tipica di Capri.

L'intellettuale a 360 gradi della mostra è sicuramente un napoletano doc come Paolo Valerio, affermato psicologo, professore di ruolo presso la Federico II e Direttore del servizio di Inclusione presso lo stesso ateneo partenopeo, oltre che essere Presidente nazionale dell’associazione che tutela l’identità di genere. Valerio è un artista decisamente naif, che si è specializzato nel dare una forma ed un senso artistico, elevando a rango di sculture, l’ammasso di materiali che egli stesso ricicla dai rifiuti di produzione umana che il mare restituisce alla terraferma dopo le mareggiate. Una trasformazione quella delle sue coloratissime sculture, che simboleggia in maniera gioiosa il passaggio da una identità all’altra.
Venerdì 20 Luglio 2018, 11:47
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