Luca Capuano: chiacchiere dal sofà e consigli antI-noia: «Io resto a casa»

Sabato 21 Marzo 2020 di Salvio Parisi
Luca Capuano: chiacchiere dal sofà e consigli «anti-noia» 
#IoRestoACasa

Tutti a casa. Per supportare l’hashtag più diffuso in questi giorni sui social #IoRestoACasa (e non è mai abbastanza) ecco l’intervista «da sofà a sofà» che da qualche giorno facciamo ad artisti, professionisti, designer, musicisti o influencer tanto popolari & social, ma come ognuno di noi in stand by “casalingo”: opinioni, racconti, curiosità e suggestioni.
 
Quarto incontro telefonico: l’attore Luca Capuano, partenopeo d’istanza a Roma, sposato con l’attrice padovana Carlotta Lo Greco e papà di Matteo e Leonardo, tra i protagonisti di Un posto al sole Rai3 quest’anno e Il paradiso delle signore Rai1 fino all’anno scorso, in tournèe teatrale con Call Center 3.0 di Roberto D'Alessandro e ha terminato un mese fa le riprese a Ischia di Resilienza, lungometraggio sul femminicidio diretto da Antonio Centomani. 
 

 

 Allora Luca,
Tu sei un attore quotidianamente impegnato tra set di fiction, serie tv o cinema e teatro, ma in questo momento di stand-by casalingo come ognuno di noi stai ripercorrendo la vita domestica e approfondendo dinamiche familiari aggiornate.
Prova a raccontaci, fuori dalle tue attività professionali, qualche attimo o curiosità del tuo #IoRestoACasa.

 
Cosa t’inventi per questo secondo weekend di “restrizioni” a casa?
Bhè, purtroppo per tutti pare proprio che week o week-end davvero non faccia più differenza: ora che me lo ricordi, allora domattina presto da buon napoletano mi cimenterò in un lento e tradizionalissimo ragù!
 
Stai vivendo full time la famiglia e hai due bambini di 7 e 11 anni.
Sì! E quindi abbiamo stabilito tempi e attività: dopo colazione i ragazzi hanno lezione in connessione dalle piattaforme scolastiche mentre Carlotta si destreggia in cucina, poi poco prima di pranzo un’ora di svago sulla terrazza condominiale: qualche passaggio a basket e i giochi con Pachi, il nostro golden di pochi mesi. In pomeriggio io mi dedico a Netflix (svago e lavoro) ma per loro solo lettura libri o fumetti; più tardi i giochi da tavolo, da Risiko a Insoliti sospetti, sebbene i miei figli prediligono i tutorial di disegno e magia on line.
 
A questo proposito: web e social, quanto e quando?
Necessario, non indispensabile! Mi viene in mente Her, la pellicola di Spike Jonze, in cui Theodore (Joaquin Phoenix) s’innamora di Samantha, il sistema operativo del suo computer dalla suadente voce femminile. Ai miei ragazzi concedo il web ad orari: oggi pomeriggio ad esempio facciamo il tour virtuale dei musei nel mondo. Quanto ai social, a un abuso preferisco l’utilizzo “di servizio”: proprio ieri ho tenuto una diretta instagram con l’Unicef a proposito di Coronavirus. In questi giorni ho preso a seguire con interesse e piacere il “live reading” di autori (ad esempio le pillole di poesia che Gassman twitta ogni mattina presto) o anche di gruppi di professionisti e amatori in video-connessione: opere, inediti, recitazione e nuove capacità attoriali, c’è tutto!
 
Cosa fai per hobby e cosa pura pigrizia?
Mi sto inaspettatamente dando al bricolage domestico: quelle piccole vecchie riparazioni che avevo sempre rinviato. Mentre di contro alle mie solite abitudini di casa e ritmi lavorativi, sto coltivando la siesta pomeridiana: mai adottata prima, ma assai piacevole!
  
Chiacchieri dalla finestra o il balcone coi dirimpettai?
Ahimè, non ne ho opportunità più di tanto, ma in questi giorni mi ritrovo a guardare emozionato una coppia agée al balconcino di fronte: ora ballano tête-à-tête e ora s’impegnano a fare ginnastica nel loro piccolo spazio con grande esempio contro gli stolti irriducibili della corsa all’aperto, che in questi giorni ci stanno esasperando!
 
Chi chiami più spesso al telefono?
Non chiamate, ma lunghe videochiamate con la famiglia a Napoli, ma soprattutto col mio amico fraterno Alexandro Petrizzi, che vive da solo a Milano e ci aggiorniamo costantemente sull’evoluzioni di questo difficile momento lì in Lombardia e qui Roma.
 
Siamo quelli dei flashmob al balcone: dopo il live-sincro di ieri alle 11.00 su tutte le radio d’Italia con Celentano, Battisti e Modugno, quale pezzo proporresti a tutto volume dal tuo jukebox della memoria al balcone?
Bhè, proprio stamattina abbiamo cantato tutti in coro Volare con la radio in terrazza…
 
Concludiamo con una tua ricetta «anti-noia» per i lettori.
Ma la noia non è un male: non bisogna aver paura della noia. Siamo generalmente degli iperattivi e così nella noia “occasionale” possiamo trovare spunti e input inimmaginabili! Tuttavia suggerisco una sana, bella, lunga e articolata chiacchierata: sì, una telefonata alle persone che amiamo ma non sentiamo da troppo tempo. Scegliamone una al giorno e scambiamoci le endorfine e le emozioni di pensieri sommersi, di parole non dette, di vecchi ricordi insieme, ma soprattutto di un appuntamenti e la promessa di abbracciarci appena quest’incubo sarà svanito…

Ultimo aggiornamento: 23:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA