Manlio Santanelli torna in libreria con ​“Variazioni senza tema”

Dieci racconti tra il grottesco e il surreale illustrati da da Carmine Luino

Manlio Santanelli torna in libreria con Variazioni senza tema
Manlio Santanelli torna in libreria con ​“Variazioni senza tema”
Venerdì 11 Novembre 2022, 18:37 - Ultimo agg. 18:39
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Torna in libreria lo scrittore e drammaturgo Manlio Santanelli con una raccolta di racconti tra il grottesco e il surreale dal titolo Variazioni senza tema”, edito da Caracò. 

Dieci racconti che compongono un’antologia dedicata alla luna e ai lunatici. Il romanzo sarà presentato venerdì 18 novembre alle 18 a Napoli al Teatro San Ferdinando, modera la giornalista e autrice Katia Ippaso, letture di Antonella Morea, Stefano Jotti e Fabio Cocifoglia.

La prefazione è stata scritta da Maria Teresa Chialant, i racconti sono stati illustrati da Carmine Luino e le opere d’arte saranno in mostra al Teatro San Ferdinando fino al 6 gennaio. L’ironia e il gusto a giocare con la lingua divertono chi legge e nel contempo propongono riflessioni profonde sulle bizzarrie e le insensatezze dei comportamenti umani.

La mostra “Dieci racconti X Dieci illustrazioni” curata da Carmine Luino è chiaro e scuro, pieno e vuoto, colore e buio. 

«Sono storie che raccontano una doppia realtà laddove i protagonisti nascondono o travestono aspetti della loro vita e del loro passato ricorrendo a storie fantastiche, che impediscono al lettore di riconoscere il confine tra realtà e fantasia» spiega Santanelli.

 

Ogni trama si trasforma in un viaggio di cui è certa la partenza ma non l’arrivo, che è sempre governata dall’imprevedibile, con uno stile personalissimo che coniuga scrittura teatrale e pura narrazione. «Già il titolo Variazioni senza tema indica la propensione dell’autore al gioco linguistico, non fine a sè stesso ma come una sfida a frasi fatte e a espressioni idiomatiche consolidate, proponendone di nuove, nelle quali la seconda metà dell’enunciato contraddice quanto ci si aspetta dalla prima, così sfatando luoghi comuni e producendo un effetto di straniamento» spiega Chialant nella prefazione.

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