«Il risveglio di Partenope»: Mariafelicia Carraturo tedofora e sirena made in Naples

Giovedì 4 Giugno 2020 di Diego Scarpitti
Mariafelicia Carraturo

Tedofora e sirena, campionessa e scrittrice. Esempio sportivo, modello di vita. Napoletanità il suo tratto distintivo. Spinge le donne, i giovani e chiunque abbia un sogno di perseguirlo instancabilmente, con tutte le proprie forze, di non arrendersi mai e nemmeno lasciarsi condizionare. Regina degli abissi, ama le profondità, in perfetta simbiosi con il mare, in comunione con l’ambiente. «Il risveglio di Partenope» (Guida editori) il suo libro «ispirato».
 

 

Mariafelicia Carraturo si racconta nelle pagine «scritte di notte». Percorso di vita fino alle Universiadi 2019. «Le mani scorrevano veloci sulla tastiera». Come la sua pinna scivolava rapidamente nelle acque di Sharm el Sheikh il 25 agosto 2018, tanto da diventare primatista del mondo di apnea in assetto variabile, a quasi 48 anni. Una discesa incredibile, a -115 metri in 3 minuti e 4 secondi, omologando il record del mondo. In allenamento si era spinta oltre: addirittura fino a -133 metri. «Dio è innamorato delle cose impossibili», spiega l’atleta ospite del Circolo Nautico Posillipo. Sei volte primatista italiana, detiene un primato senza precedenti. Record nel record: la donna italiana più adulta ad aver mai fatto registrare un record del mondo.

In copertina il dipinto di Adele Cerbasi: non una casualità. Opera presentata dalla curatrice della mostra, alla presenza del sindaco Luigi de Magistris, a ridosso dell’inizio dei Giochi universitari. Due date legano Carraturo alla rassegna celebrata con successo in Campania: il 2 e 3 luglio 2019, ultimo giorno del percorso della torcia e la cerimonia d’apertura della 30esima edizione estiva delle Universiadi. «Onorata di essere stata tedofora nelle strade della mia città, la prima subacquea in assoluto ad aver portato la fiaccola olimpica», ricorda soddisfatta Mariafelicia. «Gesto dal significato profondo aver condotto la fiaccola anche in zone degradate, proprio dove c’è bisogno di luce. Mi sento portavoce e foriera di notizie positive, “di luce”».  Fuoco che riscalda e rischiara, dalla valenza duplice, significativa e pregnante. «Fiaccola simbolo di rinascita e speranza».

Passaggio di testimone e staffetta da ricordare. «A Piazza del Plebiscito ho ricevuto la torcia da Mauro Sarmiento, per poi consegnarla a Giuseppe Abbagnale in via Cesario Console». Backstage inedito. «A contatto con i grandi campioni dello sport napoletano, che ricordavano le grandi imprese del passato. Recente, invece, il mio successo, risalente soltanto al 2018». E poi un fatto singolare. «Sandro Cuomo mi ha chiesto la dedica al libro, una dimostrazione che i grandi sono sempre umili», ammette l’appassionata tedofora. Dal lungomare a Fuorigrotta iniezione di adrenalina in 24 ore. «Emozione fortissima nello stadio rinnovato, San Paolo simbolo della città. E poi lo sfondo azzurro, lo stesso colore del vestito indossato nella serata inaugurale. Tra incoraggiamenti e apprezzamenti, pubblici e privati».

All’inizio pensava di dover interpretare una sirena classica «con conchiglie e corona di fiori». Contattata telefonicamente dallo staff di Marco Balich mentre era alla guida, stava quasi per rinunciare. Il ripensamento e il convincimento poi, finito in risate. Ruolo calzante: chi meglio di lei l’avrebbe potuto interpretare. Soprattutto in quel modo. Stupefacente.

Quarantena (a secco) alle spalle. «Mi sono allenata tutti i giorni, corsa nel viale e pesi. Sono stata un esempio stimolante per i miei figli». Lockdown superato alla grande. «Napoli esempio in grande della mia vita, perché nelle difficoltà la mia amata città dà il meglio di sé, così come mi esalto nelle criticità di donna separata con due ragazzi. Emerge in tutta la sua dirompente evidenza l’eccezionalità di Napoli e tengo particolarmente alla mia appartenenza. Enormi le potenzialità del nostro Sud, che potrebbe procedere spedito a gonfie vele».

Voglia di ripartire non solo per la Fase 2. «La mia storia da atleta insegna a non fermarsi davanti alle difficoltà e cercare di rinascere e rinnovarsi ogni volta, giocando con le risorse a disposizione. L’atleta vero riesce sempre ad organizzarsi e a trovare il modo di risorgere: un messaggio da tradurre nella vita, ancor più a Napoli, dove è importantissimo portare avanti i valori dello sport. Chi ha praticato sport, sarà un cittadino migliore», argomenta Carraturo, fiera delle sue radici.

Flutti e non solo. «La vita è imprevedibile, però dobbiamo lasciare il cuore aperto (alla speranza) ma non essere colti alla sprovvista, accettare e vivere l’imprevisto, lasciando la comfort zone. Novità e spunti sono utili per rinnovarsi».

Condivisione. «L’idea del libro nasce dalla volontà di voler comunicare a tutti che il cambio di vita è possibile al di là delle convenzioni e dei pregiudizi. Il cambiamento è l’unica chiave dell’evoluzione personale».

Riscoperta. «Ho cominciato il mio percorso di atleta agonista a quasi 40 anni tra lo scetticismo generale. I miei due figli, Guido e Davide, sono stati lo stimolo più grande per il perseguimento dei miei sogni. Una donna serena è una mamma migliore», rivendica convinta.

Senso. «Accompagno il lettore negli abissi marini e negli angoli più bui dell’animo umano, in un crescendo di emozioni e con toni incalzanti. Evidenzio il percorso che mi ha consentito di trasformarmi da bruco in crisalide, fino ad arrivare ad essere una bellissima farfalla, libera dalle zavorre dei pregiudizi, che riesce a volare finalmente verso la sua felicità, conquistata con forza, tenacia e coraggio».

Supera i limiti e il dolore della perdita del padre. «Percorro le strade della paura e attivo la forza vitale della curiosità». Campionessa di vita, tedofora e sirena alle Universiadi, Mariafelicia Carraturo intende continuare a pinneggiare.  
 
 
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA