Napoli, al Goethe-Institut Neapel il seminario «Conversazioni sull’Archivio. Il filo è lo sguardo (da Nord a Sud)»

Lunedì 22 Novembre 2021
Napoli, al Goethe-Institut Neapel il seminario «Conversazioni sull’Archivio. Il filo è lo sguardo (da Nord a Sud)»

Il seminario «Conversazioni sull’Archivio. Il filo è lo sguardo (da Nord a Sud)», in programma mercoledì 24 novembre 2021 dalle 9.30 alle 16 al Goethe-Institut Neapel a Palazzo Sessa in via Santa Maria Cappella Vecchia 31, promosso e sostenuto dal Goethe-Institut Neapel d'intesa con il Centro Studi Postcoloniali e di Genere dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, l’Accademia di Belle Arti di Napoli, Villa Romana a Firenze e l’Istituto Storico Germanico di Roma apre un focus biennale che l’Istituto di Cultura tedesco a Napoli dedica all’analisi critica del concetto dello sguardo da Nord a Sud nella tradizione europea riallacciandosi all’attuale dibattito postcoloniale. Con il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee di Napoli.

Il progetto Lavorare l'archivio 2_Sul guardare da Nord a Sud e sulla pratica della meraviglia, ideato e curato da Alessandra Cianelli, di cui il seminario è l’apertura, “lavorerà“ a due archivi in particolare, uniti idealmente da un stesso filo, ovvero lo sguardo da Nord a Sud, è articolato in due fasi: un seminario fissato il 24 novembre e una sessione  di laboratori (semestre primaverile 2022) che vedranno la partecipazione degli studenti dell’Università L’Orientale come pure dell’Accademia di Belle Arti.  

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Al seminario partecipano relatori e personalità provenienti da diversi ambiti culturali e scientifici: Marina Brancato, docente di Antropologia visiva presso l’Accademia Belle Arti di Napoli, Iain Chambers, ricercatore indipendente, per molti anni docente di Studi culturali e postcoloniali del Mediterraneo presso l’Università L’Orientale, Liliana Ellena, storica, ricercatrice indipendente, BABE-ERC (Istituto Universitario Europeo di Fiesole), Lutz Klinkhammer, vicedirettore e referente per la Storia contemporanea presso l’Istituto Storico Germanico di Roma, Nikolaus Merkel, architetto nonché, proprietario archivio Landwehr (Braunschweig), Angelika Stepken, direttrice del centro di produzione d’arte contemporanea e di scambio internazionale Villa Romana Firenze, Tiziana Terranova, docente di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi, presso il dipartimento di Scienze umane e sociali Università degli Studi di Napoli L’Orientale.

Cianelli illustra il contenuto e il significato dell’evento: «Il seminario è pensato come una conversazione, una riflessione allargata sul tema dell’Archivio: quello con la A Maiuscola, grande Ossimoro della contemporaneità e sugli archivi altri: quelli minori, personali, biografici, fatti di oggetti, di pietre, di viste, di suoni e molto altro ancora laddove l’Archivio e gli archivi sfumano nella memoria nella biografia ed eventualmente nella biologia ed oltre. Che significa dunque Archivio? Cos'è un archivio e infine, a cosa servono gli archivi? Aperto, smontato, rimontato, raccontato e guardato da diverse prospettive disciplinari e attraverso pratiche di ricerca che hanno a cuore e al Cuore l’archivio, oggetto e soggetto di indagine: se ne parlerà sulla scorta delle esperienze sul campo di ciascun convenuto. Aprire e interrogare un Archivio fatto di passato, incarnarlo nel presente, che è un operazione chirurgica, un taglio, un incisione a volte dolorosa ma necessaria, significa essenzialmente guardare e pensare al futuro in un altro modo. Così il passato può essere quello che, ri-aperto ri-agito dà forma e informa il futuro. A questo anche può servire un Archivio». 

Tra le fonti di cui si discuterà nel seminario ci sono più di mille fotografie scattate dal soldato della Wehrmacht Hilmar Landwehr in Campania, a Salerno, Amalfi, Atrani e Ravello, come pure nell'Italia meridionale tra il 1942 e il 1943. L'utilizzo dell'archivio fotografico nel contesto del progetto è possibile grazie alla gentile concessione del suo proprietario Nikolaus Merkel.

Alessandra Cianelli: «Il seminario è il punto di partenza per sviluppare la possibilità di guardare e ascoltare gli archivi al centro del progetto, con la consapevolezza del proprio posizionamento, in particolar modo attraverso la pratica artistica. Si tratta di guardare da nord a sud praticando la meraviglia per aprire archivi. Qui il sud è il Mediterraneo negli occhi di un fotografo tedesco, arrivato nel 1943 in Sud Italia, ma è anche, nell’Archivio coloniale, la sponda africana del Mediterraneo, l’Oltremare. Il Nord è la posizione da cui questi Sud sono guardati e anche da cui guardano a Nord in un gioco di rifrazioni in cui il Sud del fotografo tedesco è il Nord da cui partono i bastimenti per le colonie d’Oltremare, un Sud dove il mare che lo bagna è sempre il Mediterraneo».

Attraversare il concetto di Archivio servirà a dare corpo al progetto di laboratorio, a venire e a suggerire auspicabilmente strumenti e direzioni utili al percorso.

I relatori invitati alla conversazione condivideranno le loro esperienze di ricerca proponendo modi di “guardare a un Archivio e agli archivi” e di ’’lavorare un Archivio o gli archivi’’, secondo ottiche specifiche, seguendo teorie e/o pratiche processuali diverse ma comunque complementari alla costruzione di posizioni critiche, aperte al continuo riposizionamento richiesto dalla contemporaneità, tanto agli artisti e ai pensatori, quanto a ciascun individuo come parte di comunità.

Le conversazioni proposte durante il seminario sono articolate nell’ottica della trasversalità e della consonanza/vicinanza. 

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