«Napoli in scena», alla Biblioteca Nazionale anche lo studio di Nino Taranto e l'archivio di Giuseppe Patroni Griffi

Lunedì 16 Maggio 2022
«Napoli in scena», alla Biblioteca Nazionale anche lo studio di Nino Taranto e l'archivio di Giuseppe Patroni Griffi

Da martedì 17 maggio al 15 settembre sarà possibile a Napoli provare l'emozione di entrare nello studio dell'attore Nino Taranto aperto al pubblico alla Biblioteca Nazionale in occasione della mostra «Napoli in scena», che si inaugura alle ore 16. Le testimonianze della straordinaria carriera di Taranto sono le ultime acquisizioni in ordine di tempo pervenute alla Biblioteca Nazionale che ha allestito una sala dedicata all'attore con la scrivania gli arredi ed i libri provenienti dal suo studio.

Foto di scena e sul set, copioni manoscritti, bozzetti, locandine, programmi di sala sono i materiali di gran pregio del fondo. «Napoli in scena» consente anche per la prima volta di accostarsi all'importante patrimonio di opere e memorie del grande drammaturgo, regista e scrittore napoletano Giuseppe Patroni Griffi, donato recentemente alla Biblioteca, non ancora mostrato al pubblico a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia. L'istituzione napoletana è depositaria dell'archivio personale di uno dei grandi protagonisti della cultura italiana del Novecento: racconti, romanzi, copioni, sceneggiature cinematografiche, lettere, manifesti cinematografici e teatrali e l'ingente raccolta di foto di scena e scatti privati, di grande interesse, una straordinaria galleria di immagini popolata dai tanti interpreti che hanno calcato i palcoscenici e i set cinematografici nell'arco di quarant'anni.

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Il suggestivo viaggio nella storia dello spettacolo della città partenopea, che ha fatto del teatro uno dei tratti salienti della sua cultura e della sua identità, conferisce centralità ad altri documenti esclusivi, come le lettere autografe di Gabriele d'Annunzio a Edoardo Scarpetta (anch'esse esposte per la prima volta) vergate dalla grafia netta e potente del Vate che esprime il disappunto per l'oltraggio ricevuto, sottilmente infastidito dalla «questione sciosciammocchesca» della parodia della «Figlia di Iorio». Il carteggio testimonia la prima causa per il diritto d'autore in Italia, ma è anche la messa in discussione di un mondo dialettale, della libertà dell'inventiva, e della collaudata sapienza attoriale. La vicenda, anche se si conclude con la vittoria sul piano giuridico di Scarpetta , segna un punto di cesura con le tradizioni e le pratiche teatrali ottocentesche ed il nuovo gusto e il nuovo pubblico si vanno affermando nel 900. 

«La mostra è un viaggio suggestivo nella storia dello spettacolo della città partenopea che parte dalle radici», come spiega la direttrice della Biblioteca Nazionale, Maria Iannotti, «dai testi più antichi, ne è un esempio il manoscritto seicentesco di Francesco Antonio Nigrone, presente in mostra, dove si può individuare una delle prime rappresentazioni iconografiche della maschera di Pulcinella». Una maschera che sopravvive, come dimostrano le foto ingiallite dei grandi pulcinella da Petito a Salvatore De Muto e dimostra come la tradizione del teatro comico rimane sempre viva e persistente. Il racconto della mostra «Napoli in scena» curata da Francesco Cotticelli e Gennaro Alifuoco,progetto scenico e multimediale Kaos Produzioni con la direzione artistica di Stefano Gargiulo. prende spunto dalle collezioni custodite nella specialissima sezione Lucchesi Palli, della biblioteca napoletana. »La mostra, realizzata con il contributo della Regione Campania - aggiunge la direttrice Maria Iannotti - è la prima complessiva ricognizione del patrimonio di interesse teatrale della Biblioteca Nazionale«

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