Earth Day, il Museo Darwin Dohrn dedica la «Giornata della Terra» agli uccelli marini

Martedì 19 Aprile 2022
Earth Day, il Museo Darwin Dohrn dedica la «Giornata della Terra» agli uccelli marini

Il 22 aprile ricorre l’Earth Day (Giornata della Terra), la più grande manifestazione ambientale dedicata al nostro pianeta, per celebrarne le meraviglie e promuoverne la salvaguardia. Quest’anno la Stazione Zoologica Anton Dohrn, nell’ambito del calendario di eventi previsti per la celebrazione dei 150 anni dell’Ente, ha deciso di dedicare questa giornata ad animali particolari e cioè gli uccelli marini, alcuni dei quali con le loro migrazioni uniscono nord e sud del mondo. Si tratta di un gruppo di specie molto varie, che si nutrono in mare e in poco tempo possono sorvolare gli oceani, ma nascono e si riproducono a terra. Gli uccelli marini per molti aspetti sono avvolti dal mistero, anche grazie a straordinarie capacità poco note al grande pubblico.

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Non tutti sanno, ad esempio, che i Pinguini imperatore possono raggiungere e superare i 500 metri di profondità, e che in Europa le Urie, che a differenza dei pinguini non hanno perso la capacità di volare, pescano le loro prede a fino 120 metri di profondità. Le giovani Berte, poi, prima di nidificare possono restare in mare anche tre anni senza mai toccare terra, mentre gli Albatros sono sull’oceano continuativamente anche per otto anni. E ancora: la Sterna codalunga, che pesa solo un centinaio di grammi, compie il viaggio migratorio più lungo del mondo: dal Polo Nord al Polo Sud. Nei suoi 25-30 anni di vita arriva percorrere circa 2 milioni e mezzo di chilometri. Potrebbe cioè fare tre viaggi di andata e ritorno dalla Terra alla Luna. Per celebrare questi splendidi animali, al Museo Darwin Dohrn il 22 aprile sono in programma una serie di iniziative. A cominciare da una mostra fotografica del fotografo naturalista Alfonso Roberto Apicella, con oltre 100 scatti d’autore che andranno in loop per l’intera giornata nella Sala Polifunzionale del Museo, consentendo ai visitatori in pochi minuti di osservare la bellezza delle forme e dei colori delle specie che solcano i mari sopra e sotto la superficie. Alle ore 16.00, poi, si svolgerà Un tuffo nell’ornitologia, un’attività di avvicinamento allo studio degli uccelli marini dedicata ai più piccoli, in cui attraverso un gioco d’identificazione delle specie presenti lungo un percorso prestabilito, l’ornitologo Rosario Balestrieri spiegherà l’inurbamento del gabbiano reale, quali sono le principali differenze fra specie marine e terresti e, sulla spiaggia adiacente al Museo, illustrerà quali sono le problematiche di conservazione degli uccelli che vivono in mare. Il tutto giocando con il mimetismo delle uova (finte) del Fratino per illustrare quanti e quali danni possono esser fatti inconsapevolmente da diverse attività che spesso si svolgono in spiaggia.

Alle ore 21.00 sarà disponibile online, sui canal social del Stazione Zoologica Anton Dohrn, la video intervista a tre esperti di uccelli marini: Federico De Pascalis, ricercatore presso l’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (Ispra, che parlerà della misteriosa vita dell’uccello delle tempeste (Hydrobates pelagicus), il più piccolo degli uccelli marini europei, che vaga fra Mediterraneo e Atlantico dove si nutre soprattutto di forme larvali planctoniche e piccoli pesci. Letizia Campioni, ricercatrice del Mare - Marine and Environmental Sciences Centre e Ispa - Instituto Universitário de Ciências Psicológicas, Sociais e da Vida, che dal Portogallo racconterà la storia del Petrello delle Bermuda (Pterodroma cahow), una specie definita lazzaro perché rinvenuta dopo un lungo periodo in cui la si riteneva estinta. Si tratta, in particolare, di un uccello marino endemico dell'arcipelago da cui prende il nome e che tutt'ora è ad alto rischio di estinzione. Cecilia Soldatini, ricercatrice del Cicese - Centro de Investigación Científica y Educación Superior de Ensenada in Messico, che spiegherà gli effetti del cambiamento climatico sugli uccelli marini, in particolar modo sugli uccelli pelagici in cima alla rete alimentare che si sviluppa in mare, come la Pardela Mexicana (Puffinus opisthomelas). Parlerà, inoltre, della Fregata (Fregata magnificens) l'unico uccello marino che non può toccare il mare.

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