Napoli, al Pio Monte della Misericordia la mostra “Il buio è solo l’ombra della luce” di Giulio Delvè

Martedì 26 Aprile 2022
Napoli, al Pio Monte della Misericordia la mostra “Il buio è solo l’ombra della luce” di Giulio Delvè

“Il buio è solo l’ombra della luce” è il titolo della mostra di Giulio Delvè a cura di Valentina Rippa che inaugura sabato 30 aprile alle ore 11.30 al Pio Monte della Misericordia, con una speciale esposizione diffusa nelle varie sale della Quadreria per una nuova rilettura dello spazio e una fruizione inedita dell’opera d’arte contemporanea.

Il lavoro di Delvè, che ha ricevuto il matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, si muove fra arte e ricerca sociale ispirandosi al dipinto del Caravaggio “Le sette opere di Misericordia”, e ripropone in scultura parti del corpo ornati di gioielli luminosi, modelli in jesmonite dalle forme semplici, realistiche, realizzate con calchi dal vero: piedi che alludono a quelli dei pellegrini in adorazione alle Madonne di Caravaggio, busti femminili o figure intere esili, impreziosite con gioielli in pasta poi trattati con microfusioni in ottone che emanano bagliori, illuminano e “arricchiscono” l'opera restituendo una nuova carica umana e significale alla ricerca artistica di Delvè.

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L’umanità dirompente in tutte le opere del Caravaggio è un tema profondamente vicino all’artista. La stessa attenzione alle classi più umili e popolari che nel Merisi si esprime attraverso la fisicità e il pathos delle figure dipinte, la ritroviamo nelle opere scultoree realizzate da Delvè, che riconducono lo spettatore ad un concetto di umanizzazione e grandezza dell’arte portatrice di luce e vitalità. Il filo conduttore del progetto si basa su un principio di coerenza con le finalità del Pio Monte della Misericordia e sulla precisa volontà dell’artista e del curatore di entrare in relazione con il Palazzo.

“Le sette opere di Misericordia” è stato scelto da Delvè per il suo spirito innovativo e rivoluzionario e per aver rotto gli schemi rifiutando il concetto di trascendenza e cercando sempre un’aderenza al vero, alla realtà, mettendo su un unico piano la pittura sacra e quella storica; qui i personaggi rappresentati hanno sembianze popolane con mani e piedi callosi, abiti miseri, scomposti nelle pose e nella gestualità, mai perfetti eppure immensi, totalmente realistici, vitali grazie alla luce speciale che invade la scena; ed è in quella luce tutto il carico divino e spirituale, quella luce capace di mettere in risalto corpi veri, sofferti, dove il buio è solo l’ombra della luce.

«Siamo felici di accogliere le splendide opere di Giulio Delvè che con il suo progetto artistico e di grande sensibilità sociale sposa a pieno lo spirito del Pio Monte. – spiega Fabrizia Paternò di San Nicola, Soprintendente del Pio Monte della Misericordia – Da tempo la nostra Istituzione è attenta all’arte contemporanea ospitando un’importante collezione permanente, e accogliendo mostre temporanee per un’offerta culturale sempre nuova e originale. La mostra di Delvè rinnova e allarga questa offerta, coinvolgendo l’intera Quadreria in un’esposizione diffusa, facendo dialogare l’arte del presente con quella del passato, entrambe al servizio dell’attività a favore dei più deboli».

Le sculture esposte saranno 7+2: nelle diverse sale della quadreria saranno presentate sette opere, in un allestimento pensato per essere in totale armonia con il contesto storico degli spazi e delle opere d’arte della Pinacoteca. Altre due sculture saranno esposte nella vetrina della Galleria Fronte Strada, adiacente alla biglietteria dell’Istituzione, in un dialogo tra spazi interni ed esterni che ben rispecchia la missione dell’Ente e la prospettiva di apertura sociale della mostra.

 

«Negli ultimi tempi la mia ricerca artistica ha intrapreso una direzione orientata allo studio delle dinamiche sociali che governano contesti gentrificati o comunque segnati dalle difficoltà generate da una ormai quasi decennale, protratta situazione di crisi economica. – spiega Giulio Delvè – Il progetto Il buio è solo l’ombra della luce è nato nel mio studio di Montesanto frequentato dai ragazzini del quartiere, che di tanto in tanto venivano a recuperare il pallone, curiosare, giocare con l’argilla. Un giorno hanno aperto alcuni pacchi di pasta, ed assemblando i vari formati, hanno creato collane, braccialetti, gioielli che hanno indossato atteggiandosi a fare i ricchi. Ho pensato così di cristallizzare questo gesto ingenuo, semplice ma così essenziale, corale e spontaneo, di una potenza e poesia tale da innescare profonde riflessioni sociali».

Il progetto di Delvè riprende un lavoro iniziato nel 2019 che oggi si arricchisce di nuove opere. Lo “sguardo” dell’artista, ovvero il suo sentire le cose, parte da una profonda analisi delle esperienze umane e dal loro ripresentarsi in forme e modalità diverse nel quotidiano. Uno sguardo al tempo stesso esteriore ed interiore che lo spinge a cercare un senso comune nell’umanità e nella realtà che lo circonda. Delvè ha realizzato le sculture rileggendo, rielaborando ed organizzando i “gioielli” creati per gioco dai ragazzi del quartiere, aprendoli così ad altre funzioni e possibilità semantiche.

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«Questo nuovo lavoro di Giulio Delvè, – spiega la curatrice Valentina Rippa – rispecchia pienamente la sensibilità con cui osserva il contesto in cui vive - che va inteso come spazio storico, sociale e antropologico - ponendosi sempre con un atteggiamento di ascolto e di riflessione verso i fenomeni più marginali della società. Un’azione silenziosa capace di restituire un messaggio forte attraverso opere seducenti dal punto di vista estetico eppure connotate da un alto valore semantico ed evocativo».

 

 

 

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