Napoli, Roberto Andò inaugura l'undicesima edizione di Astradoc

Mercoledì 13 Novembre 2019
Venerdì 15 novembre alle ore 20.30 al Cinema Astra parte l’undicesima edizione di “AstraDoc – Viaggio nel Cinema del Reale” con un evento speciale per celebrare il grande scrittore Andrea Camilleri, scomparso recentemente.
La rassegna di Cinema Documentario, che vede ormai la consolidata collaborazione di Arci Movie, Parallelo 41 Produzioni, Coinor e Università “Federico II” - con il patrocinio del Comune di Napoli - propone come primo appuntamento CONVERSAZIONI SU TIRESIA. DI E CON ANDREA CAMILLERI di Roberto Andò e Stefano Vicario (Italia 2018 – 85’), tutto incentrato sullo spettacolo teatrale scritto e interpretato da Andrea Camilleri e diretto da Roberto Andò, andato in scena in una sola data al Teatro greco di Siracusa l'11 giugno 2018.
Alla proiezione interverranno presente Roberto Andò e il Prof. Arturo De Vivo, Pro-Rettore dell’Università “Federico II” di Napoli.
La rassegna si
inserisce anche nel trentennale di Arci Movie, cominciato con la nuova edizione del Cineforum al Cinema Pierrot di Ponticelli, che andrà avanti fino a novembre 2020 con un calendario fitto di appuntamenti ed eventi speciali.

AstraDoc - che continuerà fino ad aprile 2020 con un programma in fase di definizione - proseguirà nelle settimane successive con i primi appuntamenti fissati fino a Natale. Il 22 Novembre ci sarà in prima visione a Napoli lo spettacolare documentario, presentato alla Berlinale dello scorso anno, JOHN MCENROE – L’IMPERO DELLA PERFEZIONE di Julien Faraut (Francia 2018 – 95’) che coniuga il tennis e il linguaggio cinematografico attraverso una straordinaria documentazione sulla partecipazione del grande John McEnroe al Roland Garros di Parigi del 1984. Si prosegue poi il 29 Novembre - nell’ambito del ritorno a Napoli de “Il Mese del Documentario” curato da Doc/it Associazione Dcoumentaristi Italiani - con l’esclusiva napoletana di THE CAVE di Feras Fayyad (Sir/Dan/Ger/Usa/Qatar 2019 - 95’), premio del pubblico al recente Toronto Film Festival, che ci porta nel baratro in cui è sprofondata la Siria, questa volta attraverso gli occhi di un gruppo di giovani medici che nell’ospedale sotterraneo di Eastern Ghouta, vicino Damasco, cercano di curare i bambini e gli adulti colpiti dai bombardamenti e dalle armi chimiche. Il 6 dicembre, invece, sarà la volta di un gradito ritorno sempre in esclusiva a Napoli, quello di Giovanni Cioni che verrà a presentare la sua ultima opera NON È SOGNO (Italia 2019 – 94’), passata al Festival di Locarno e pochi giorni fa premiata con due riconoscimenti al 60° Festival dei Popoli, un racconto che parte dal laboratorio “Le nuvole” realizzato insieme ai detenuti del Carcere di Capanne, tra Pasolini e Calderón de la Barca. Ancora il 13 Dicembre, altro appuntamento imperdibile con ANTROPOCENE – L’EPOCA UMANA di Edward Burtynsky, Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier (Canada 2018 – 87’), impressionante film ambientalista che focalizza l’impatto dell’essere umano sulla natura e che sarà presentato insieme a Mariateresa Imparato, Presidente di Legambiente Campania, che collaborerà alla serata. Infine ultimo doppio appuntamento del 20 Dicembre, prima della pausa natalizia, con due splendidi documentari che rientrano nella rassegna nazionale “L’Italia che non si vede” curata da U.C.C.A. (Unione Circoli Cinematografici Arci), entrambi presentati a Venezia, alle ore 19.30 CHE FARE QUANDO IL MONDO È IN FIAMME? di Roberto Minervini (Italia, Usa e Francia 2018 – 105’), un lucido ritratto sulla situazione degli afromericani negli Stati Uniti del sud dopo una serie di brutali uccisioni di giovani africani da parte della polizia, e alle ore 21.15, LA MAFIA NON È PIÙ QUELLA DI UNA VOLTA di Franco Maresco (Italia 2019 – 105’), Premio speciale della Giuria all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, in cui l’autore siciliano, per parlare di Mafia a 25 anni dalle stragi in cui morirono Falcone e Borsellino, sceglie di contrapporre la storica figura della fotografa Letizia Battaglia a quella dell’ambiguo impresario Ciccio Mira, già protagonista di “Belluscone”.
 
Andrea Camilleri, protagonista per la prima volta sul grande schermo, di un viaggio tra mito e letteratura sulle orme dell’indovino Tiresia alla ricerca dell’eternità. “Chiamatemi Tiresia!”. Si apre così “Conversazione su Tiresia”, lo spettacolo scritto e interpretato da Andrea Camilleri e prodotto da Carlo degli Esposti per Palomar, andato in scena al Teatro Greco di Siracusa l’11 giugno del 2018 di fronte a 4mila spettatori nell’ambito delle rappresentazioni classiche realizzate dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico. Un racconto mitico, pensato, scritto e narrato da Andrea Camilleri che “cunta” la storia dell’indovino cieco, le cui vicende attraverso i secoli si intrecciano a quelle dello stesso scrittore.

“Accompagnare Andrea Camilleri nel corso del suo viaggio verso Siracusa, per il suo ritorno al teatro greco nella veste inedita di attore-testimone, oltre che di autore, è stato un immenso privilegio di cui gli sarò sempre grato. Lungo le tappe di questo viaggio, iniziato con il poderoso lavoro di rilettura delle fonti compiuto da Andrea, e poi con la fase delle prove, ho vissuto momenti tra i più emozionanti della mia carriera di regista. Vederlo all’opera, seguire la liturgia delle sue mattine, spiare il suo modo di muoversi tra oggetti e volti che non vede, ascoltare le sue intonazioni per pronunziare i versi amati di Dante o di Eliot, è stato un regalo di cui profitterò a lungo. Tiresia è per Andrea innanzitutto la sigla del suo essere cieco e scrittore. Un destino che condivide con altri grandi poeti del passato. Il teatro è da sempre un procedere nel buio, a tentoni, cercando di comporre qualcosa che prefiguri il nostro essere più fragile e profondo. Il cammino di Tiresia è labirintico, paradossale, emozionante, come lo è la voce di Andrea quando risuona tra le pietre del teatro greco di Siracusa. Il film mostra un gigante della cultura mondiale che con calore e leggerezza confida agli spettatori il suo messaggio più intimo, il senso della vita e della letteratura.” (Roberto Andò)
 
● Ingresso 3.5 euro | Soci Arci 3 euro a proiezione
  © RIPRODUZIONE RISERVATA