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Napoli, i segreti della Rua Catalana e l’eredità di Riccardo Dalisi, appuntamento speciale sabato 30 aprile

Venerdì 29 Aprile 2022 di Chiara Bruno
Napoli, i segreti della Rua Catalana e l’eredità di Riccardo Dalisi, appuntamento speciale sabato 30 aprile

Rua Catalana, memoria di un tempo antico da custodire gelosamente. Appuntamento con Sarah Galmuzzi, storica dell’arte contemporanea partenopea madre del progetto «L'arte contemporanea raccontata ai bambini» e con l’associazione IoCiSto. Ancora una volta Napoli e i suoi mille segreti nascosti, forse anche troppo, protagonista di un evento molto speciale. Una camminata tra le botteghe di Rua Catalana per riscoprire le straordinarie opere dell'arte povera lasciateci in eredità da Riccardo Dalisi, maestro d'arte, architetto, designer di origini lucane e partenopeo di adozione, da poco scomparso. Una strada di straordinaria importanza, che racconta la storia di un intreccio culturale tra la Francia, la Catalogna e i napoletani, memoria di un progetto angioino che prevedeva la divisione di tutto il centro storico in quartieri occupati dalle varie comunità straniere. I catalani, infatti, specializzati nella lavorazione dei metalli, ebbero in concessione dalla regina Giovanna I D'Angiò la strada in cui lavoravano, esponevano e vendevano oggetti e attrezzi di uso comune.

Tra le botteghe che ancora oggi manipolano materiali poveri con le tecniche dei lattonieri, ritroviamo le opere del maestro Dalisi, grazie al quale, nel 1997, il quartiere si è trasformato in un laboratorio - museo a cielo aperto,  dichiarato Patrimonio dell’Umanità. Dalisi ne ha ideato l’illuminazione con luci sostenute da sculture, tutte realizzate dagli artigiani del luogo. Il lume più famoso, chiamato “Napolino”, con i suoi bracci di supporto articolati, rappresenta l’attività che si svolge nelle botteghe.

Insomma, un potenziale attrattivo enorme, un gioiello culturale di grande caratura nel cuore della città, che come troppo spesso accade, negli anni è stato letteralmente abbandonato a se stesso, lasciandone gli oneri ai singoli artigiani che nulla hanno potuto dinanzi alla perdita di interesse da parte delle nuove generazioni nei confronti dell’artigianato e dei lavori tradizionali. Delle oltre venti botteghe, poche ormai sono rimaste in attività, una flebile fiamma in grado di mantenere ancora intatto il fascino antico di questa strada.

L’iniziativa di Sarah Galmuzzi e dell’associazione IoCiSto, è dunque volta ad accendere i riflettori su una realtà dimenticata nel solco tracciato dal grande Dalisi, artista universalmente acclamato che in questo favoloso angolo della città aveva trovato ispirazione tanto da stabilirvi anche il suo studio. L’appuntamento è per sabato 30 aprile alle ore 11.00, per info e prenotazioni 081 578 0421.

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