Napoli a testa alta: proseguono gli appuntamenti con «L'arte contemporanea raccontata ai bambini» di Sarah Galmuzzi

Giovedì 17 Marzo 2022 di Chiara Bruno
Napoli a testa alta: proseguono gli appuntamenti con «L'arte contemporanea raccontata ai bambini» di Sarah Galmuzzi

Napoli è una città che riesce ancora a conservare un certo humus artistico, radicale e a volte persino underground. Ed è proprio questa stupefacente città la prossima tappa dell’incontro organizzato da Sarah Galmuzzi, specialista d'arte, comunicatrice napoletana e madre del progetto «L'arte contemporanea raccontata ai bambini».

L'arte, la bellezza e la cultura, dunque, come spazio d'espressione identitaria, come linguaggio universale, come desiderio di risollevare realtà troppo spesso abbandonate a se stesse. Un progetto nato durante il primo lockdown, mesi trascorsi a casa, in cui era impossibile muoversi e viaggiare fisicamente, Sarah ha cercato di trovare ispirazioni positive che potessero regalarci un nuovo sguardo su ciò che ci circonda. Un'idea che nella sua semplicità è assolutamente rivoluzionaria. Una democratizzazione, un approccio illuminista che parte dai più piccoli, non solo perché i bambini non hanno pregiudizi ma soprattutto perché in loro è possibile piantare qualunque seme. Parlare ai bambini è un pretesto anche per parlare agli adulti in modo semplice, svuotando l'arte da quella vertigine di paroloni e concetti respingenti di cui non necessita. Uscire dalla “retorica” del segno convenzionale e verificare la possibilità di raccontarsi in maniera diversa. Un punto di partenza per riportare l'arte e la bellezza, in ogni sua manifestazione, in prima linea nella crescita dei più giovani.

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Da giugno 2020, così, Sarah ha iniziato a lavorare a tempo pieno alla pagina Facebook «L'arte contemporanea raccontata ai bambini», costruendo una piccola comunità intorno ad essa, fino allo scorso ottobre, mese in cui il lavoro si è trasferito in libreria. Una serie di incontri dal vivo, workshop e laboratori che si svolgono regolarmente presso la libreria Ubik, in via Benedetto Croce a Napoli, due sabati al mese, per la durata di tutto l'anno scolastico. Gli incontri sono rivolti ad un pubblico di giovanissimi e hanno il compito di accompagnare i partecipanti, alla scoperta dei protagonisti dell'arte contemporanea della città di Napoli e della scena internazionale. Il ricco programma di appuntamenti, consultabile anche sulla pagina social, spazia da grandi artisti internazionali quali Matisse, Picasso, Warhol, Mondrian, Buren, Mirò, sino ad arrivare alle opere d'arte presenti proprio nella città partenopea.

Da Montesanto ai Quartieri Spagnoli, dal Vomero a Materdei, a Ponticellli, ovunque si cammini a Napoli è possibile ammirare vere e proprie opere d’arte sui muri della città. I prossimi appuntamenti, che interesseranno proprio la street art, in collaborazione con l'associazione IoCiSto, saranno sabato 19 marzo con la visita guidata al murale di Maradona e sabato 19 e domenica 20 marzo con un laboratorio presso la libreria Ubik dedicato ai murale dell'artista Blu presso l'ex Opg. 

Per una Napoli a testa alta, per scoprire le sue bellezze, i suoi tesori nascosti, la storia e soprattutto il perché, di quello che vediamo dipinto sui muri. «Ogni cosa ci appare diversa se abbiamo gli strumenti per decodificarla, più interessante se ne conosciamo la storia, più divertente se ne scopriamo i retroscena. Il murale di Maradona ai Quartieri Spagnoli racconta una storia pazzesca: una storia di devozione popolare, senso della collettività, sovrapposizioni e stratificazioni, abusivismo, degrado, e infine riqualificazione territoriale cui, come spesso accade, ha contribuito, salvifica, l’arte.  L’intervento di Francisco Bosoletti, la cui Iside bizzarramente dialoga con Diego, migliora e potenzia il lavoro di Iodice, contribuendo ad arricchire la storia di un murale che, della storia della città, è icona e in un certo senso esemplificazione. Anche il murale sulle pareti dell’ex Opg in un certo senso racconta una storia non dissimile: una storia di degrado e recupero, di morte e rinascita. E ancora l’arte, stavolta firmata Blu, si fa vettore di un messaggio potentissimo. Il lavoro straordinario messo in campo da volontari e cooperanti per restituire dignità ad una struttura secolare ma anche memoria e rispetto agli ultimi e ai dimenticati, trova piena espressione nel dipinto di Blu: violento, disturbante, vero. I suoi umanoidi deformati dalle botte e storditi dai farmaci, spalancano le loro fauci, gridano al mondo la loro paura, il loro dolore, sono talmente grandi da non poter essere più ignorati e si impongono tardivamente all’attenzione di una collettività che per anni quelle grida le ha sentite davvero, strazianti, levarsi da quello che è stato a tutti gli effetti un lager», spiega Sarah Galmuzzi.

Altre tappe partenopee imperdibili saranno quelle con l’unica opera di Banksy in Italia conservata proprio nel centro storico di Napoli e con un'artista Pop dai capelli platinati e con una rara e preziosa urgenza creativa: Rosaria Bosso in arte Roxy in the Box.

Ultimo aggiornamento: 18:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA