La Nouvelle Vague in Campania: due mostre per rendere omaggio ai fotografi di scena

La Nouvelle Vague in Campania: due mostre per rendere omaggio ai fotografi di scena
Giovedì 15 Settembre 2022, 13:58
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La Campania rende omaggio con due mostre ai fotografi di scena della Nouvelle Vague. “La Nouvelle Vague di Raymond Cauchetier”, inaugurata ieri dall'association Palatine di Francesca Pierantozzi e Anais Ginori presso l'Institut Francais di Napoli, visitabile fino al 15 ottobre, e “Nouvelle Vague3” a cura dell'associazione Tempi Moderni, presieduta da Marco Russo con la direzione organizzativa di Maria Paola Cioffi e la direzione scientifica Alfonso Amendola, che espone – dal 23 settembre al 13 novembre a palazzo Fruscione, Salerno – per la prima volta insieme, le opere fotografiche, molte delle quali inedite dello stesso Cauchetier e di Douglas Kirkland.

Un dialogo, quello tra Napoli e Salerno, che ha visto ieri, nelle sale dell'istituto Grenoble di Napoli, la testimonianza emozionante di Kaoru Cauchetier a pochi giorni dalla scomparsa di uno dei più grandi e irriverenti Maestri della storia del cinema: Jean-Luc Godard. «Non ho conosciuto personalmente Jean-Luc Godard, ma penso di averlo visto in foto almeno cinquemila volte. La mia casa è piena delle sue immagini ed era diventato anche per me un personaggio di famiglia. Mi è entrato dentro e credo che questo abbia creato una fortissima connessione con lui». Queste le parole di Kaoru Cauchetier, vedova di Raymond, tra i più celebri fotografi di scena della Nouvelle Vague.

Nella sala espositiva, il suggestivo racconto di un’epoca attraverso le immagini iconiche di Cauchetier, un cameo nel percorso di ricerca portato avanti dall’Associazione Palatine. «Raymond ha girato più di venti film che nascondono tante storie. Godard era senz'altro il più straordinario, ma umanamente il migliore per lui è stato Claude Chabrol. Quando ho appreso la notizia della morte di Godard è stato molto strano. Erano già due giorni che stavo male e non sapevo neppure il perché. Poi mi ha contattato una giornalista per chiedermi delle foto e mi ha dato la notizia, uno choc. Improvvisamente sono scoppiata a piangere e quel dolore dentro di me si è sciolto. Come se ci fosse una sorta di comunione con Jean-Luc perché ho vissuto gran parte della mia vita tra le sue foto». Poi il ricordo del marito scomparso: «Ci siamo incontrati nel 1971 e lui aveva vissuto già tre capitoli della sua vita: aveva fatto il militare, il cinema e si era dedicato al fotoromanzo. E stava immaginando nuovi progetti. Nel 1977 abbiamo dato vita alla sua nuova idea: fare l'inventario di tutte le sculture romaniche esistenti in Europa. È durato 25 anni, un immenso cantiere che non è ancora finito. E nel frattempo è successo un miracolo: nel 1992 è stata votata una legge sulla proprietà intellettuale che finalmente dava ai fotografi di scena tutti i diritti sulle immagini che avevano scattato sul set come dipendenti della produzione. È grazie a questa legge che le foto di Raymond sulla Nouvelle Vague sono qui. Finalmente dopo 36 anni Cauchetier è uscito dall'anonimato. Non è mai troppo tardi».

Kaoru Cauchetier ha poi deciso di affidare alle parole del marito, attraverso un testo inedito, la sua idea di quegli anni rivoluzionari: «Ricevo un telegramma da un produttore nel 1956 ed inizio a muovere i primi passi nel mondo del cinema senza neppure immaginare che qualche anno dopo sarò dentro alla rivoluzione cinematografica che diventerà la Nouvelle Vague. Godard sta per cominciare le riprese di À bout de souffle (Fino all'ultimo respiro), un nuovo soffio sconvolge il mondo del cinema e le regole sacrosante che erano quelle dei nonni, dei papà, vengono spazzate al vento. Svolgo reportage ogni giorno di questo terremoto e con Truffaut partecipo poi alle riprese di film che diventeranno indimenticabili».

Oggi c'è un motivo in più per prendere parte a questo progetto che a Salerno sarà declinato in maniera molto particolare e all'insegna della contaminazione. Accanto alla mostra di Palazzo Fruscione sulla Nouvelle Vague dall’8 ottobre al 13 novembre, negli spazi appena restaurati della Fondazione Carisal del Complesso San Michele (via San Michele 10) sarà aperta al pubblico un'altra importante esposizione, realizzata dall’associazione Tempi Moderni in collaborazione con l'associazione Enrico Appetito di Roma, “Antonioni e Vitti: una storia d’amore e di cinema”, un vero e proprio omaggio a Michelangelo Antonioni e Monica Vitti, attraverso gli scatti fotografici di Enrico Appetito – tra più celebri e prolifici fotografi di scena del cinema italiano – in dialogo con le opere dell’artista Clarissa Baldassarri. Talk, musica e cinema contribuiranno a rileggere la Nouvelle Vague nell’ambito della sesta edizione dei “Racconti del contemporaneo” per la quale quest’anno è stato scelto il titolo “Histoire d’une Revolutionnette”.

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All'appuntamento di Napoli era presente anche la console generale francese, madame Lise Moutoumalaya, che si è detta felice di iniziare il suo mandato con una squadra multidisciplinare e di partire proprio dalla grande rivoluzione della Nouvelle Vague. «Questa è una serata importante perché segna l'inizio di una collaborazione tra istituzioni ed associazioni campane e per questo ringrazio Palatine e Tempi Moderni, dal momento che operazioni del genere non sarebbero state altrimenti possibili. Voglio dedicare questa serata a Jean-Luc Godard che a questi luoghi era vicino avendo girato alcune scene de Il disprezzo a Capri, nella villa Malaparte».

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