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Procida 2022, nel vecchio carcere inaugurata la mostra «Sprigionarti»

Sabato 28 Maggio 2022
Procida 2022, nel vecchio carcere inaugurata la mostra «Sprigionarti»

Una grande mostra d’arte contemporanea in dialogo con gli ambienti suggestivi del complesso di Palazzo d’Avalos, l’ex carcere dell’isola: cinque celle diventano sale personali dedicate all’esposizione di opere straordinarie, alcune delle quali “site-specific”. Si è inaugurata stamattina “Sprigionarti”, la mostra d’arte che impreziosisce il programma culturale di Procida Capitale Italiana della Cultura 2022 alimentando la rigenerazione di uno dei luoghi simbolo dell’isola, già edificio signorile, poi Palazzo Reale borbonico e a lungo bagno penale, prima della chiusura definitiva, nel 1988.

Con la curatela di Agostino Riitano in collaborazione con Vincenzo de Bellis e sotto il matronato della fondazione Donnaregina per le arti contemporanee 2022, “Sprigionarti” nasce con l’obiettivo di avviare un progetto di un nuovo nucleo espositivo che sia entità viva e funzionale allo sviluppo culturale e democratico della comunità. Il percorso espositivo si sviluppa attraverso cinque celle del complesso di Palazzo d’Avalos e coinvolge nomi di assoluto richiamo del panorama dell’arte contemporanea nazionale e internazionale, stimolati dalla sfida di tradurre la propria poetica in un luogo unico e dalla storia complessa e stratificata: Maria Thereza Alves, Jan Fabre, William Kentridge, Alfredo Pirri, Francesco Arena e Andrea Anastasio. La mostra resterà visitabile fino al 31 dicembre, accompagnando l’anno da Capitale di Procida.

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«Abbiamo chiesto a cinque grandi artisti di immaginare una prospettiva relazionale con l’ex colonia penale, un luogo simbolo e testimonianza della storia sociale, politica e urbanistica dell’isola, per indagare nuove risonanze di senso tra la dimensione storica della reclusione e dell’isolamento e la vocazione moderna di apertura e condivisione. – spiega Agostino Riitano, curatore della mostra e direttore di Procida 2022 - L’idea alla base del progetto è che un museo nel ventunesimo secolo debba essere rivolto a tutti, capace di offrire un’esperienza personale di crescita culturale, condiviso collettivamente come valore identitario essenziale, aperto alla diversità culturale, fortemente radicato sul territorio e, allo stesso tempo, orientato verso il contesto nazionale e internazionale. Significativo che questo venga fatto poi in quello che precedentemente è stato un carcere: un luogo di reclusione e di isolamento, si trasformerà così in un luogo di apertura, fisica e mentale, attraverso l’arte contemporanea. La volontà è quella di costituire un laboratorio dinamico, volto alla produzione culturale e aperto alla partecipazione e all’interazione diretta dei vari segmenti di pubblico, mantenendo al contempo la sua funzione istituzionale di ricerca, produzione, conservazione ed esposizione, capace di valorizzare, e contestualmente rafforzare, la sua missione pubblica, in rapporto dialogico con la società e le dinamiche della cultura contemporanea».

«Questa mostra si inserisce nel percorso di recupero, riqualificazione e valorizzazione del complesso di Palazzo d’Avalos, impreziosendolo, in attesa di nuovi interventi, già finanziati, per la completa rifunzionalizzazione di una parte dell’immobile», ha sottolineato l’assessore del Comune di Procida Antonio Carannante, intervenuto alla cerimonia di inaugurazione insieme a Rosanna Romano, direttrice delle Politiche Culturali della Regione Campania.

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