Procida ricorda Romolo Tranquilli: il fratello di Silone, l'altro antifascista

Procida ricorda Romolo Tranquilli: il fratello di Silone, l'altro antifascista
Mercoledì 26 Ottobre 2022, 19:30 - Ultimo agg. 20:53
4 Minuti di Lettura

Due giorni dedicati ai fratelli Tranquilli. Per non dimenticare. Il ricordo nella Capitale italiana della cultura 2022 per Secondino e Romolo: il giornalista e scrittore noto con lo pseudonimo Ignazio Silone, autore del romanzo di denuncia “Fontamara”, e l'anti-fascista morto troppo presto proprio nel carcere di Procida. «Legati nelle ossa, nelle arterie, nelle viscere, l’uno con l’altro». Nel novantesimo anniversario della morte di Romolo, scomparso a Palazzo d’Avalos il 27 ottobre 1932, una serie di appuntamenti tra giovedì 27 e venerdì 28 ottobre ne ripercorreranno la storia tragica.

La storia di Romolo

Originario della piccola cittadina abruzzese Pescina, Romolo Tranquilli venne coinvolto nell'attentato del 12 aprile 1928 che i fascisti ordirono contro il re Vittorio Emanuele lll alla fiera Campionaria di Milano e che provocò 20 morti e 23 feriti. Arrestato il giorno dopo nei pressi di Brunate con l'accusa di essere responsabile della strage, fu rinchiuso ingiustamente nel penitenziario di San Vittore a Milano e sottoposto a pesanti torture che gli procurarono la frattura di due costole. Il processo si concluse con una sentenza a suo favore: il giovane fu scagionato dalla accusa di strage, sfuggì così alla fucilazione, ma non alla condanna a 12 anni di reclusione e 3 di vigilanza speciale per istigazione a mezzo stampa, come tipografo e iscritto al Pci e per uso di carta di identità falsa. Durante il periodo dell’istruttoria al “Regina Coeli” di Roma, in attesa di processo, Tranquilli fu colpito in petto e dietro la schiena con sacchetti di sabbia per debilitarne la resistenza fisica e psichica e costringerlo a “confessare”: quando entrò nel penitenziario di Procida, aveva i polmoni a pezzi. Il suo calvario terminò solo con la morte ad appena 28 anni, complici le sevizie sofferte durante l’istruttoria poliziesca: i suoi resti furono dispersi in una fossa comune non identificata nel cimitero di Procida.

Il programma del 27 e 28 ottobre

«Abbiamo ritenuto doveroso rendere alla memoria di Romolo Tranquilli il giusto tributo nell’anno in cui Procida è capitale italiana della Cultura», sottolinea il vice presidente del consiglio comunale di Procida, Luigi Primario, tra i promotori dell’iniziativa.  In particolare, giovedì 27 ottobre è in programma la mostra itinerante “L’arte è un fiore selvaggio, ama la libertà. L’uomo, lo scrittore, l’intellettuale” alle 12 a Palazzo d’Avalos.

Alle 15 verrà scoperta una targa dedicata a Romolo nel cimitero di Procida. Alle 17 la sala Pio XII del santuario di San Giuseppe, a Marina Chiaiolella, ospiterà la mostra “Proiezioni siloniane. Rilettura di un artista tra collage e ombre cinesi”, realizzata dall’artista Eliseo Parisse. Alle ore 18:30 si terrà un convegno con ospiti istituzionali e storici nella sala consiliare del Comune di Procida, con proiezione del docufilm “Il giovane Silone”.

Venerdì 28 appuntamento alle 10 con gli studenti dell’istituto comprensivo Capraro. Alle 18, nel santuario di San Giuseppe la presentazione del libro “Il salto del delfino” di Enrico Magnano (Torretta Editore). A chiudere la due giorni, nella stessa location, il concerto “Un cuore incorrotto, Silone l’uomo”, a cura del trio “La scala di seta”, con Bianca D’Amore (soprano), Donato Angelosante jr (voce recitante) e Sabrina Cardone (pianista).

© RIPRODUZIONE RISERVATA