Salone del libro: una notte a Napoli tra Nino D'Angelo & Co.

Martedì 30 Giugno 2020 di Giovanni Chianelli
Era l'anno della Campania, doveva essere la regione ospite del Salone del libro di Torino. Poi il Covid-19 «ha messo tutto tra parentesi», come dice Nicola Lagioia, scrittore e direttore artistico della manifestazione giunta alla trentatreesima edizione, celebrata, solo online, a maggio. E che con questa inedita formula estiva e itinerante, dal nome «SalTo», ispirata dall'idea di un salone diviso in appuntamenti locali, come un tour, va in visita in varie parti d'Italia. A Napoli si consuma la seconda tappa dopo l'esordio torinese, alle 22.30 a Gallerie d'Italia - Palazzo Zevallos Stigliano

«Abbiamo deciso un orario quasi in notturna per dare un senso alla parola esperimento. L'atmosfera si fa più intima e si presta all'ascolto delle parole, poi d'estate la gente si può permettere di fare tardi», dice Lagioia. Serata ricca di appuntamenti: interverrà l'economista francese Thomas Piketty, in un incontro sulle possibilità e potenzialità di cambiamento del sistema economico; Esther Safran Foer, polacca, ripercorrerà il viaggio in Ucraina che ha ispirato quello descritto dal figlio Jonathan in Ogni cosa è illuminata. Si parlerà anche di fumetti e illustrazioni con l'artista francese Hervé Tullet, per un giro nel laboratorio creativo di uno dei più importanti innovatori del libro illustrato di questi anni, e con Giovanni Pacinotti, alias Gipi, che racconterà il suo percorso e i suoi temi ricorrenti. Poi Massimo Mercati commenterà L'impresa come sistema vivente (Aboca edizioni). La città sarà protagonista in due incontri, con Nino D'Angelo, che racconterà come «Assomigliare a Napoli», e con Fabio Balsamo dei The Jackal, per esplorare il rapporto del gruppo di videomaker con il luogo da cui sono partiti. Gli scrittori in senso stretto saranno rappresentati da Valeria Parrella che parlerà di Almarina, edito da Einaudi, che è nella sestina finalista al Premio Strega e da Alessio Forgione col suo Giovanissimi (NN Editore).

Lagioia spiega lo spirito del salone a «salti»: «La versione online è andata bene ma abbiamo pensato, ora che si può, di girare per le varie capitali culturali italiane. L'idea è nata parlando con lo storico Alessandro Barbero: con lui ci dicevamo che il dato interessante, in Italia, è avere una serie di mondi così vicini e allo stesso tempo tanto distanti, pieni di cultura narrativa. Ci muoveremo nel perimetro che ci è concesso, con piccole produzioni, simboliche ma complete».

Aver pensato a Napoli per la seconda tappa non è frutto di particolari motivi, «ma per me, da meridionale, la città costituisce un riferimento permanente. Con mio padre da piccolo la visitavo spesso, lavorava nel mondo dei tessuti e lo accompagnavo al Cis di Nola e dopo facevamo sempre una gita nel capoluogo. Ho costantemente avuto impressa la vitalità di un ambiente che ha partorito autori straordinari come la Ortese e La Capria, e che è stata narrata anche da scrittori che napoletani non erano, su tutti Malaparte. Fa continente a sé, anche se dista da Roma un'ora, questo è molto interessante, considerando che negli Stati Uniti puoi viaggiare per giorni senza che le cose cambino molto». Napoli di parole e suoni, Lagioia è affascinato dal mondo dei musicisti campani, anche quelli più che popolari: «Se si fosse svolto in presenza uno degli ospiti previsti del Salone era il rapper Speranza, di cui sono fan e che ho molto apprezzato nel recente duetto con Enzo Avitabile. Per me i neomelodici conservano una potenza assoluta, ricordo quando Bono Vox al festival di Sanremo si inchinò all'arrivo di Mario Merola».

Il mondo dell'editoria e della narrativa nella stagione post coronavirus, per lo scrittore, è un mondo messo alla prova: «Una scena dolorante, con gli editori inguaiati e numeri che non tornano. L'unico dato che conforta è che la gente abbia ripreso a leggere, nei momenti di difficoltà il libro si rivela un bene rifugio dalla forza e dalla resistenza impressionante». E la capacità della letteratura di reagire alla tempesta è ancora più rilevante al Sud: «Anche in un'area in cui si legge poco, come il Mezzogiorno, lettura e scrittura conservano una precisa sacralità. E se ci pensiamo è paradossale: la Sicilia, Campania e anche la mia Puglia sono regioni piene di scrittori e scritture, dato che hanno a che fare con mondi densi di immaginario, eppure sono i posti d'Italia con meno lettori. Una delle tante contraddizioni del Paese».

La serata è chiaramente a numero chiuso, per le leggi sul distanziamento. Si può prenotare online sul sito del Salone del libro. Il tour di «SalTo» prosegue tra Roma, il 7 luglio, il 14 a Milano, il 21 di nuovo a Roma per poi concludersi il 28 quando tornerà a Torino.  © RIPRODUZIONE RISERVATA