Sequenze e occasioni: il duplice viaggio fotografico di Cutini in mostra a Capri

di AnnaChiara Della Corte

Inaugura sabato 8 settembre a Villa Lysis “Sequenza/Occasioni”: il duplice viaggio che ci propone il fotografo Giorgio Cutini, un percorso incentrato sul rapporto tra soggetto e realtà , e al contempo sullo stesso medium fotografico quale strumento di ricerca.

Quindici fotografie in bianco e nero, e due a colori di medio e grande formato dialogheranno con i suggestivi interni di Villa Lysis, dal salone alle stanze superiori: un pezzetto di mare, le ombre della sera, l’incanto di un’opera di Burri, il movimento scomposto di piume in volo, il rumore del vento, un sorriso inatteso,  la durata di un attimo, l’imprevisto, il confine, l’inarrestabile flusso di coscienza, gli inabissamenti e le riemersioni, le improvvise illuminazioni. Sono questi i soggetti che predilige Cutini.  L’artista inquadra porzioni di realtà e le trasferisce in un’atmosfera visionaria, i suoi soggetti sfumati e fuori fuoco, sono raccontati attraverso qualche dettaglio sfuggente; narrano di un movimento instancabile: nel passato, in terre lontane, in un altrove, fra le strade delle città che percorriamo ma che non vediamo e non percepiamo, in un luogo ed in un tempo che prescindono dalle nostre coordinate spazio-temporali.
 
 

Come spiega la curatrice, Marina Guida: «La realtà è oggetto, posta di fronte alla macchina e all’occhio che vi sta dietro, è vivisezionata e ridotta in frammenti, in uno stato apparentemente  disomogeneo dove le parti vengono private della loro appartenenza ad un intero e del senso che quest’ultimo dona ad esse». 

Questi frammenti ad un primo sguardo appaiono privi  di appartenenza, perché tenuti insieme da un discorso, dal senso dato dal soggetto interpretante e operante dietro l’obiettivo. Ma anche quando sembra che l’oggetto non lo consenta o quando l’artista sembra voler mostrare i frammenti nel loro carattere combinatorio e isolato, vi è sempre un filo conduttore, un meta-discorso, che Cutini mette in campo, con l’intento di togliere anziché aggiungere un senso compiuto predeterminato – con fare talvolta intenzionale, talvolta casuale, e che può decidere di riportare al suo spettatore, rendendolo più o meno visibile o percettibile.

Visitabile fino al 9 ottobre 2018, la mostra accoglierà i visitatori in un’atmosfera visionaria.
Il primo corpus è costituito da una “sequenza” di fotografie in bianco e nero, stenopeiche, nelle quali Cutini indaga il rapporto dell’uomo con la natura, per sconfinare in una più profonda riflessione esistenziale. Il secondo corpus è costituito dalle “occasioni”: serie di fotogrammi recuperati, riaffioranti dalla nebulosa dei ricordi, attimi di vita che raccontano di apparizioni improvvise – alcune delle quali dedicate a Capri -  momenti nei quali l’immagine si rende perfetta alla mente del fotografo. “Occasioni” appunto, non frutto di una ricerca intenzionale, bensì, come doni del caso, dell’imprevisto, del fuori controllo, dell’istante inatteso.

Il progetto, patrocinato dalla Città di Capri, e con il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee rappresenta un passo successivo alle "Città di Jo Kut" esposte al PAN lo scorso inverno, seguendo la suggestione delle “Città Invisibili” di Italo Calvino, in cui , paradossalmente, al contrario dell’operazione letteraria di Calvino, città visibili vengono trasformate in non luoghi, svelando l’invisibile del visibile.
Giovedì 6 Settembre 2018, 17:13
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