Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Veronica di Nocera vince per la seconda volta il premio «Tulipani di seta nera»

Sabato 7 Maggio 2022
Veronica di Nocera vince per la seconda volta il premio «Tulipani di seta nera»

Ieri sera, presso il The Space Cinema di Piazza della Repubblica, Roma, la cantautrice casertana Veronica Di Nocera ha trionfato, per la seconda volta, al «Festival internazionale della cinematografia sociale tulipani di seta nera». A vincere il premio per «miglior soggetto», ovvero per il miglior racconto originale in gara, è stato il videoclip di «Vivarium», incentrato sulla tematica della guerra e del cambiamento climatico.

In sala, presente insieme alla cantautrice, anche Piersaverio Pizzichemi, il regista del videoclip. «Per la scelta coraggiosa di trattare il tema delle guerre e del degrado ambientale in stretta connessione con le azioni umane. Vivarium è un’opera che già dalla sinossi innesca una riflessione urgente e profonda sull’emergenza climatica e sui danni generati dall’ignoranza degli esseri umani e dalla loro indifferenza, offrendo un punto di vista che mette in risalto il valore della diversità come ricchezza da preservare in termini ambientali e culturali».

È stata questa la motivazione data dalla giuria, formata da Massimo Bonelli, Mariella Nava, Noemi Serracini e Rosaria Renna, la quale ha premiato il videoclip, selezionato dal direttore artistico della sezione #SociaClip, Grazia Di Michele.

«C’è qualcosa che non va dentro questo Vivarium» cita un verso del brano di Veronica, che ha costruito il testo a partire dalla figura di un alieno che, costretto ad effettuare un atterraggio di emergenza, si trova catapultato nel 2020. Ciò che vede è un mondo dominato da catastrofi, sia ambientali che umane, all’interno delle quali gli uomini si muovono senza mai fermarsi, anche solo per un istante, a riflettere sulle ripercussioni delle loro azioni.

Come afferma la stessa Veronica - «Ho scelto di chiamare il mio brano “Vivarium” perché, soprattutto negli ultimi anni, la Terra si sta trasformando sempre di più in una fragile e usurata teca di vetro, dove tutti noi viviamo inconsapevoli di come anche un solo cambiamento nell’ecosistema potrebbe causare una reazione a catena irreversibile. Così, questo nostro continuo ignorare ci ha spinto a perdere consapevolezza di quanto ci circonda, arrivando a danneggiare la Terra e, quindi, noi stessi. Il nostro agire, infatti, ha fatto scaturire un meccanismo che ci sta distruggendo anche dal punto di vista morale ed è necessario aprire gli occhi per prendere consapevolezza, il prima possibile, delle conseguenze che già stiamo subendo, prima tra tutte la guerra, triste fotografia della totale perdita di lucidità alla quale stiamo assistendo».

«Vivarium» si presenta come un brano dalle sfumature elettroniche, ispirate a Moby, e da suoni che creano una sospensione spazio-temporale, riproducendo la sensazione di una corsa contro il tempo. ᐧ

© RIPRODUZIONE RISERVATA