“Un occhio di riguardo” presentato il libro di Roberto Nicolucci sulla storia dell'arte

“Un occhio di riguardo” presentato il libro di Roberto Nicolucci sulla storia dell'arte
Lunedì 20 Giugno 2022, 13:56
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Si intotola “Un occhio di riguardo” il libro che è stato presentato venerdì 17 nel salotto culturale in Palazzo De Sangro di Vietri. Ospite di eccezione: il Presidente della Camera Roberto Fico. A parlarne con l’autore: Marco Demarco con la complicità di Stefano Causa storico d’arte e di uno storico d’arte di sensibile riflesso come Carlo Vecce: italianista e massimo conoscitore di Leonardo da Vinci.

Tutti hanno provato a scortare fuori di rada questa piccola storia dell’arte: distesa dal 1401 fino alla fine del 700. Storico d’arte e critico militante, Roberto Nicolucci ha immaginato, per i suoi allievi del corso di storia dell’arte moderna dell’Università Guglielmo Marconi, un vademecum piano e accessibile, risparmiando sulle note ma non sulla Passione.

«Sembrerà paradossale» aveva dichiarato l’autore poco prima che cominciasse la presentazione «ma la storia dell’arte, così come la storia della musica, continuano ad essere poco note al grande pubblico. Da noi tutti pensano di conoscere Dante; ma quanti possono dire di conoscere Duccio o Thelonious Monk?».

Ha moderato Marco Demarco che ha dato subito il microfono all’autore. «Questo libro non poteva sperare in un padrino migliore» ha aggiunto Nicolucci riferendosi alla presenza del Presidente Fico «una presenza autorevole come la sua significa che anche in una città meravigliosa e complicata come Napoli la missione di fare e promuovere cultura ha ancora un senso. Questo libro l’ho immaginato soprattutto per i miei allievi dell’ateneo Marconi di Roma che ci seguono dalla diretta. A loro ho pensato. Alla loro creatività, freschezza e intelligenza prensile. L’occhio di riguardo del titolo è per loro».

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Demarco è entrato da par suo nel merito: «Ho apprezzato nel volume» ha detto «l’aver posto la questione della periodizzazione, della musealizzazione delle opere, senza contare il problema attualissimo del rapporto tra musei e mostre». E sulla necessità di allargare le rette del compasso a Demarco ha fatto eco Causa: «E poi un giorno arriva il libro che aspettavi da tempo» ha detto «di quelli scritti di getto, geniali, coraggiosi che si, e ci portano per mano, con la fertile incoscienza dei trent’anni. Ma se salutiamo l’uscita di un volume raffinato, capace di far ricarburare in un colpo solo la gloriosa tradizione degli editori napoletani, è anche per merito di Paolo Baldassarre responsabile della Roberto Nicolucci Editore».

Confidando in questa chiusa sul libro, bello nel contenuto e nella confezione, ha preso la palla al balzo Carlo Vecce, gran conoscitore di scrittori e libri: «L’ho divorato e già questo è un mio giudizio, altrimenti dopo tre pagine mi sarei addormentato. Ma esiste ancora la storia dell’arte? In questa domanda la parola che mi ha colpito di più è “storia”. La storia è anche una forma di racconto e narrazione. Racconti, del resto, compare già nel sottotitolo. Questo libro non è un manuale, sono dei racconti. Il piacere di chi ha scritto incontra il piacere del lettore».

Sylvain Bellenger, direttore del Museo di Capodimonte non ha voluto mancare sia pure in spirito: “Mi dispiace di non poter essere presente” ha scritto “perché il libro di Roberto è un manifesto di libertà e sensibilità. La storia dell’arte non esiste se non porta libertà e creatività. Senza queste qualità è un lavoro di entomologia”.
‘Un occhio di riguardo’ è un libro che non si resiste a consigliare a chi non sappia granché di storia dell’arte e voglia cominciare a bagnarsi in questo mare. Ma è stato immaginato anche per chi ne sappia già qualcosa e intenda fare un poco di manutenzione delle idee. I buoni libri si chiudono ma non finiscono.

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