Vico Equense, la presentazione del saggio di Maria Celeste Sorrentino sulla Cattedrale

Vico Equense, la presentazione del saggio di Maria Celeste Sorrentino sulla Cattedrale
Giovedì 15 Settembre 2022, 18:35
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Firmato da Maria Celeste Sorrentino arriva in libreria «La Cattedrale di Vico Equense tra Medioevo e età moderna», un interessantissimo volume, edito per i tipi di Nicola Longobardi, che racconta la storia e le vicende civili e religiose che hanno accompagnato gli otto secoli di storia di questo tempio, stimato dagli esperti quale vero e proprio gioiello architettonico di stampo gotico. Il volume, che è arricchito dalla bella prefazione di Salvatore Ferraro, tra i massimi conoscitori della storia millenaria della penisola sorrentina, sarà presentato domani, alle 18.30, a Vico Equense nella chiesa della Santissima Annunziata. Moderatore dell’incontro, è Raffaele Bussi.

Con lui discuteranno don Ciro Esposito, Antonio Savarese, Salvatore Ferraro, Pierluigi Leone De Castris, don Pasquale Vanacore, oltre l’autrice. Il saggio racconta la storia della cattedrale da quando venne fondata, nel dal vescovo Giovanni Cimino, originario di Vico Equense, che quella diocesi resse tra il 1316 e il 1343. Anche se, una certa traduzione, vuole che nella sua costruzione sia stato coinvolto Carlo II d’Angiò, già nel 1271 perché, in quel tempo, Carlo, ancora principe venne investito dal padre dei feudi di Sorrento e Vico Equense. La cattedrale, è costruita a picco sul mare su un’alta falesia, è ricca di una cinquecentesca torre campanaria. La sua facciata barocca, è stata spesso soggetto di acquerelli, disegni, dipinti e guaches di artisti tra cui, Pitloo, Gigante, Scedrin, Asturi. Pur avendo subito numerose perdite artistiche, la cattedrale, che è a tre navate e sei pilastri in tufo, custodisce ancora numerose testimonianze, in parte oggi in esposizione. Come i trentuno ritratti di vescovi che nei secoli8 hanno retto la diocesi di Vico Equense, custoditi nell’ultima cappella, oggi sagrestia. La stampa del volume è stata resa possibile grazie alla famiglia Savarese che ha sponsorizzato la pubblicazione.

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