​Benedetta De Simone: chiacchiere dal sofà e consigli «anti-noia»​
#IoRestoACasa

Mercoledì 25 Marzo 2020 di Salvio Parisi
​Benedetta De Simone: chiacchiere dal sofà e consigli «anti-noia»​
#IoRestoACasa
Continua il ciclo di appuntamenti quotidiani coi protagonisti nostrani dello spettacolo, l’arte, la musica e la moda.
Tutti a casa come ognuno di noi: in famiglia o con Fido, in home-working o stand-by e con la stessa necessità di restare e rispettare, di comunicare e vivere l’attesa.
 
Incontro al telefono con Benedetta De Simone, designer di moda e figlia d'arte, da anni al timone della storica griffe di famiglia Livio De Simone. E' suo padre che insieme a Emilio PucciFausto Sarli ed Emilio Schuberth ha sancito negli anni '60 l'impronta artistica del made in Naples: tutti partiti all’ombra del Vesuvio e passati per i fasti di Mare Moda Capri, la Dolce Vita romana e le prime grandi passerelle di Palazzo Pitti a Firenze, hanno poi esportato nel mondo il genio italiano e l’estro partenopeo.
 
Allora Benedetta,
Dalla direzione della maison che manifattura e produce tessuti, fashion & home collection al flagship store di via Morelli: la severa ordinanza di qualche giorno fa ha ridotto o sospeso tutte le attività lavorative, finanche sul fronte delle aziende o fabbriche, che non siano “essenziali” per il bene comune. Per un periodo che auspichiamo non troppo esteso la vita professionale di ognuno resta in stand-by: tutti a casa per sconfiggere il nemico invisibile e tornare presto a una nuova normalità.
Come gestisci in questo periodo il tuo lavoro?

Incredulità e timore ci hanno sospeso e trasportato nella decisione immediata di fermarci: dopo un po’ hanno chiuso tutti. I tempi si sono protratti e, sebbene il lavoro estivo è stato quasi del tutto completato, la prospettiva di ripresa non sembra così prossima.
Allora tutti in home-working. Colori, disegni, scambi, progetti, colloqui e …tante parole d’affetto: amo le persone con cui lavoro e mi mancano molto.
 
Ma fuori dalle attività che fanno ordinariamente parte del tuo quotidiano professionale, prova a raccontarci qualche momento, la psicologia o le fasi del tuo #iorestoacasa.
C'è quella cosa che per i ritmi frenetici del lavoro non avevi mai potuto fare o iniziare e invece ora a casa...? 

Ora a casa è speciale.
Ho avuto un inverno intenso: progetti con mia figlia Ludovica, collezione e costumi donna, t-shirt e camicie uomo, ceramica e tessuti outdor, tante prove, lavoro e determinazione.
Così ora a casa mi godo il tempo e ogni attimo. Chi mi conosce sa che non sono un’imprenditrice rampante: i miei riferimenti, le sicurezze, i miei colori sono qui, nel posto dove sono nata e cresciuta e nonostante il momento drammatico io mi ci ritrovo in pace.
 
Stai vivendo full time la famiglia: marito e figli collaborativi? Come ci si organizza per una buona convivenza?
Cinque figli, due “pelosi”: ho vissuto solo per loro e non ho perso un attimo della loro vita. Siamo da sempre un unico nucleo, perfettamente coordinati ora più che mai: a volte in tensione, ma ognuno responsabile dei propri impegni. Livio, da poco maggiorenne (…il mio bambino per sempre), è privilegiato perché alla mattina studia, mentre Ludovica è tutto fare e Antonio è assorto nelle sue riflessioni. Siamo e sono assai ansiosi per quello che potrà accadere e per questo sono rimasti da subito in casa! Anche per loro questa situazione surreale è un opportunità di tregua, di meditazione e di ascolto...
È drammatico, ma sono certa che questo impasse farà e avrà il suo lato positivo.
 
In questi giorni fornelli & tavola sono la migliore attitudine degli italiani: com’è per voi?
A dire il vero la cucina non è il nostro forte: prepariamo cose semplici, ma il convivio resta un momento importante di vita familiare.
 
Cantare, suonare e ballare: pare così diffuso adesso più che mai nelle case e sui balconi.
Con quale pezzo dal tuo album della memoria coinvolgeresti tutti in salotto?

Ma noi cantiamo ogni giorno: adoriamo “Ti dedico il silenzio” di Ultimo e con Livio sempre a squarciagola il refrain «è da tempo che lo cerco questo tempo che mi manca, è da tempo che sai penso che anche il tempo non mi basta».
 
Web e social: quanto e quando?
Bhè, abbastanza… La pagina facebook di Unitalsi Campania mi fa parlare e scrivere di gioia, di condivisione, di fede e amicizia: mi riempie il cuore e mi ci dedico con entusiasmo. Telefonate e videochiamate con le amiche e con tutti i nostri amici speciali sono fondamentali adesso e sono la mia allegria.
Ah, dimenticavo il burraco on line.
 
Family fitness: yoga, corpo libero, pilates o tappeto?
No, io zero. Ma loro fanno un po’ di tutto: ginnastica, tapis roulant, cyclette, basket in giardino…
 
Giochi tradizionali, di società o videogames?
Io amo le carte, il burraco o il bridge con mia figlia. Ma i maschi al pomeriggio sono tutt’uno con la playstation.
 
La tv come intrattenimento di pomeriggio o sera?
Purtroppo, no! Da quando i ragazzi hanno monopolizzato il telecomando per sky sport, netflix o discovery channel, per me la tv è praticamente preclusa.
 
Tre titoli "scacciapensieri" tra libri o poesie per questa seconda settimana casalinga.
Dunque, eccoli: “La misura del tempo” di Carofiglio, un classicissimo “Il Piccolo Principe” e un libro che sto finendo su Lourdes di Renè Laurentin “Cronaca di un mistero”.
 
Solidarietà e volontariato: cosa e come si può fare da casa?
Mi manca tanto: è la mia scelta di vita più bella!
Da casa monitoriamo le necessità e cerchiamo di provvedere ad esigenze di ogni genere: anche tante telefonate e videochiamate per aiutare e trasmettere positività e serenità.
Al momento i miei pellegrinaggi Unitalsi sono sospesi, ma sono certa che anche quest’anno riusciremo a portare i nostri malati a Lourdes.
 
E per concludere il tuo piccolo rimedio «anti-noia» per chi in questo periodo affronta con insofferenza lo scorrere lento delle ore e la stasi delle quattro mura.
Bhè, io ho un suggerimento semplice e a portata di mano: approfittare di questa pausa inaspettata, riflettere lentamente, godersi le piccole cose della vita familiare e respirare i propri cari.
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