Il Marocco festeggia a Napoli
il ventennale del proprio Regno

Sabato 3 Agosto 2019
I vent’anni di monarchia del Marocco sono stati festeggiati a Napoli a Villa Domi: per ricordare l’ascesa al trono di Mohammed VI, il console generale del Marocco a Napoli, Rachid Daidai (al centro nella foto)e la sua consorte per la prima volta ha privilegiato la nostra città per ricordare la solenne celebrazione. Una circostanza di grande rilievo, dal momento che il Consolato generale del Regno del Marocco di Napoli diretto da Rachi Daidai è il più importante del Sud Italia, visto che comprende cinque regioni (Campania, Basilicata, Molise, Puglia e Calabria) e ben 50mila residenti marocchini. Proprio il console ha fatto gli onori di casa e tenuto compagnia ai tanti ospiti che hanno trascorso la serata a Villa Domi, allietati da Enzo Avitabile e Bay El Barack, che hanno cantato melodie tipiche marocchine e napoletane. Di grande raffinatezza il cibo servito agli ospiti, chiaramente di matrice orientale, con fantasie di frutta e dolci che richiamavano i colori delle bandiere marocchine e italiane.
Il console Daidai ha sottolineato l’amicizia tra i due popoli, resa più solida da sinergie culturali, politiche e commerciali: “Il Mediterraneo deve essere crocevia di interessi economici importanti e un tramite tra le diverse culture, non un luogo di morte”. Cordiale l’incontro tra il console e Antonio Tafuri, presidente degli avvocati napoletani, presente con il consigliere tesoriere Elena De Rosa e Francesco Caia, in rappresentanza del CNF, oltre che con il presidente della Corte di Appello, Giuseppe De Carolis. Sono intervenuti anche Alba Ferreri, consigliere politico del consolato americano a Napoli con Patrick Horn capo affari politici del governo Usa, il console di Francia Laurent Burin Des Roziers, il console generale dell’Ucraina, Viktor Hamoysky, il presidente del tribunale di Torre Annunziata Ernesto Aghina oltre a Gino Giammarino, Gianfranco Pirozzi, Vincenzo Guastella, Aldo Maccaroni, Giuseppe Spadaro,Giampiero Tipaldi, Massimo Scialoja, Doriana Bonavita. © RIPRODUZIONE RISERVATA