Valentina Nappi, la performance al Museo Cam di Casoria fa sold out: «Un'esperienza futurista»

Valentina Nappi, la performance al Museo Cam di Casoria fa sold out: «Un'esperienza futurista»
di Emiliano Caliendo
Sabato 18 Giugno 2022, 15:53 - Ultimo agg. 19 Giugno, 09:07
4 Minuti di Lettura

Oggettivizzare il proprio corpo offrendolo come esperienza olfattiva ed estetica al pubblico. L’idea è stata messa in pratica dalla pornoattrice italiana di fama internazionale Valentina Nappi al Contemporary Art Museum (CAM) di Casoria, attraverso la body performance «Senses».

«Collaboriamo con Valentina da qualche anno e non siamo nuovi a questo tipo di performance un po’ particolari», ha commentato a margine dell’evento il direttore del Museo Antonio Manfredi. Quattrocento i visitatori – con il Cam in soldout per l’occasione - che hanno avuto modo di annusare Valentina, dondolante nuda su una sex chair, in diverse parti del corpo. Piedi, ascelle, ombelico, piedi, natiche e vulva, il menù per chi volesse odorare la pornostar ricoperta dalle essenze preparate appositamente per l’occasione dallo chef Pasquale Trotta.

«L’idea – spiega Valentina Nappi - nasce da una lunga riflessione sul rapporto tra pornografia e cucina. Già i futuristi pensavano all’idea d'introdurre i profumi a tavola. Durante le cene futuriste venivano spruzzati dei profumi alle spalle dei commensali. Inoltre, pornografia e cucina sono le mie due più grandi passioni; quindi, ho pensato di oggettificarmi e diventare una pietanza da annusare per l’arte». Futurismo e non solo. L'attrice hard originaria di Pompei replica in chiave pornografica, e non potrebbe essere altrimenti, una tipologia di performance che ha precedenti illustri, su tutti «Rhythm 0» di Marina Abramovic che si fece oggetto per sei ore proprio in una mostra a Napoli nel 1974. Quella performance ebbe sul visitatore risvolti differenti rispetto a quella di Valentina Nappi che invece mira a rievocare odori, e quindi ricordi, legati immancabilmente alla sfera erotica.

La scelta dello chef Trotta, spiega l’attrice hard, non è stata casuale: «Io e lo chef parliamo spesso di sessualità e di odori. Entrambi abbiamo una passione per gli odori del corpo. Quindi, ho lasciato a lui carta bianca. Sapevo già in che direzione sarebbe andato».

Dietro la scelta dei profumi da spruzzare sul corpo di Valentina c’è stato un lungo e minuzioso lavoro di ricerca gastronomico. A spiegarlo è lo stesso capocuoco: «Ho cercato di capire come, attraverso la fermentazione, potessi avvicinarmi a quelli che sono gli odori corporei. Il corpo pulito non ha odore. Andando avanti con le ore del giorno, invece, si iniziano a sentire i primi odori tramite la sudorazione. Le essenze selezionate esaltano gli odori naturali di Valentina». 

Un connubio quello tra sesso e alta cucina che per lo chef appartiene al modo di vedere il proprio lavoro: «Secondo me – conclude - c’è una connessione tra il sesso e il mondo della cucina. Ai miei ragazzi dico sempre che il servizio è l’orgasmo della giornata perché durante il giorno si prepara e si dà il massimo per la serata e il servizio offerto è l’orgasmo».

Annusa Valentina Nappi, la pornostar opera d'arte al museo: tutti possono partecipare. Ma è polemica

Il pubblico di «Senses» è variegato. Ci sono persone di ogni età, perlopiù maschi, ma anche tante donne spesso in coppia col proprio fidanzato o marito. E mentre suona la musica di sottofondo dai suoni ambient e dilatati di KAMAK, tutti coloro che a turno si sottopongono alla seduta olfattiva sul corpo della Nappi si dicono soddisfatti se non estasiati.

Video

Con Valentina Nappi - che spesso non lesina opinioni su temi d’attualità - l’arte irrompe nel porno, settore totalmente rivoluzionato da piattaforme a pagamento come OnlyFans su cui la pornodiva fa una riflessione: «Non ci sono mai stati tanti soldi nel mondo del porno. Io ho una relazione di amore e odio con OnlyFans nel senso che amo l’opportunità economica che OF mi sta dando. Ma non mi ritengo il tipo di utente che pagherebbe per OnlyFans. Preferisco il porno curato, non mi piace l’amatoriale. Non mi piace né vederlo né girarlo». Questione di gusto, anzi, di olfatto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA