Compleanno napoletano per Lou Reed and friends

Mercoledì 20 Febbraio 2019 di Federico Vacalebre
Nel 2007 Davide De Blasio, imprenditore napoletano (suo il marchio Tramontano) e animatore culturale, organizzò una festa a a sorpresa per il sessantacinquesimo compleanno di Lou Reed, poi scomparso nel 2013: «Ero in combutta con Laurie Anderson, naturalmente, e, per far felice il mio amico newyorkese che amava la cucina napoletana gli feci trovare una cena a base di melanzane, vongole, mozzarella...». I due si erano conosciuti nel backstage di un favoloso concerto dell'ex Velvet Underground nel 1988 al Palapartenope, diventando rapidamente amici e prendendo l'abitudine di festeggiare insieme il compleanno del rocker: «Anche oggi che non c'è più il 2 marzo è il suo giorno, a Napoli come a New York. Quest'anno lo celebreremo qui, in una città che amava e da cui era amato, dove lo portai anche per una sua mostra al Pan. Non c'erano persone in quegli scatti, ritraveva solo la sua città, il suo ambiente. Unica eccezione, Laurie, che faceva capolino in un'unica fotografia, un gesto d'amore e di dedica, un modo per dire: sei tu la mia Grande Mela, il mio buen retiro».

E un gesto d'amore è quello del 2 marzo: «Lou avrebbe compiuto 77 anni, e dopo tanti happy birthday con lui e in sua assenza, questa volta gli auguri saranno partenopei». Appuntamento il 2 marzo, appunto, da Made in Cloister, una delle creature più care di De Blasio con una maratona di suoni, distorsioni, immagini, ricordi, versi, parole...
 
«A daylong celebration of Lou Reed 77 birthday», al via a mezzogiorno, con un dj set vinlico dedicato ai Velvet Underground, per continuare con un talk show che vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Saturnino, il bassista di Jovanotti che racconterà di aver conosciuto l'uomo di «Take a walk on the wild side» a Milano, proprio grazie a De Blasio e a una chitarra davvero speciale; Guido Harari, autore di una delle foto più tenere di sempre della coppia Anderson/Reed; Andrea Melis e altri, compreso chi scrive.

Alle 16 la proiezione di «Lou Reed. rock and roll heart» (1998) di Timothy Greenfield-Sanders con interviste al rocker e a David Bowie, Patti Smith, David Byrne, Suzanne Vega, Philip Glass. Alle 17 un reading di Cristina Donadio alle prese con «Berlin», storico concept album del 1973. Alle 18.30 concerto di Enzo Gragnaniello, Enzo Moscato, Oyoshe, Saturnino, Greta Zuccoli e altri alle prese con il canzoniere loureediano. Alle 20 un altro film, «Lou Reed's Berlin» (2006) di Julian Schnabel.

Insomma una maratona per il più decadente dei rocker; il più ambiguo, come il velluto, dei poeti di strada; il più underground dei cantori di New York. © RIPRODUZIONE RISERVATA