Ethnos, torna il festival internazionale di musica etnica

Lunedì 17 Settembre 2018 di Antonella Ambrosio
Ethnos, musica etnica

Ventitré edizioni raccontano in primis una cosa. La musica piace ai napoletani, in particolare quella che parla di popoli lontani, quella che della  contaminazione fa il suo caposaldo, mescolando sapientemente suoni, accoglienza e intercultura.

E allora dal 20 settembre al 2 ottobre gran ritorno dell’Ethnos-festival internazionale di musica etnica (concerti gratuiti fini ad esaurimento posti), diretto da Gigi di Luca, che porterà in sei comuni della provincia di Napoli artisti, musicisti e danzatori provenienti da Algeria, Capo Verde, Canada, Cuba, Iran, Libano, Marocco, Palestina, Senegal, Siria, Sudafrica, Togo e Venezuela. Oltre che da Belgio, Francia, Spagna e Italia, in particolare dal Meridione. 

Si parte con il concerto del trio Omar Sosa, Seckou Keita e Gustavo Ovalles, in programma a Villa Vannucchi a San Giorgio a Cremano (Napoli), giovedì 20 settembre alle ore 20:30. Tra gli ospiti in cartellone: il quartetto del cantante, polistrumentista e sciamano musicale Arsène Duevi con ospite il trombettista Giovanni Falzone (21/9 a Trecase), il gruppo di ballerini folcloristici mediorientali Watan Dabke Group e il concerto folk di Taraf de Funicular (22/9 a Volla), il cantautore parigino Sandro Joyeux e l’ironico folk al femminile della Banda della Ricetta (23/9 a Volla), l’ensemble Arenaria diretto da Mario Crispi (24/9 a Casandrino), il progetto Caracas di Stefano Saletti e Valerio Corzani (25/9 a San Giorgio a Cremano), il sound rai algerino di Sofiane Saidi & Mazalda (26/9 a Torre Annunziata), l'incontro poetico fra kora, archi e strumenti persiani di Ablaye Cissoko con l'Ensemble Costantinople (27/9 a Torre Annunziata). E ancora, lo spettacolo dello scrittore e poeta Erri De Luca con il Canzoniere Grecanico Salentino (28/9 a San Giorgio a Cremano), la fusione del jazz con la musica Gnawa dei Gabacho Maroc (29/9 a Bacoli), il festoso concerto della capoverdiana Elida Almeida tra batuque, funaná, coladera e tabanka, per la chiusura del festival il 2 ottobre a San Giorgio a Cremano.

Anche in questa edizione continua l’esperienza del Premio Ethnos, istituito due anni fa per dare un riconoscimento ad artisti, intellettuali e scrittori che hanno saputo interpretare al meglio lo spirito della tradizione attraverso la contaminazione ed il cambiamento sociale. Dopo Peppe Barra (nel 2016) e lo scrittore franco-marocchino Tahar Ben Jelloun (nel 2017), quest’anno il premio verrà assegnato a Ndileka Mandela. L’attivista sudafricana per i diritti delle donne, nipote di Nelson Mandela, che ritirerà il premio martedì 25 settembre alle ore 19 alle Fonderie di Villa Bruno (San Giorgio a Cremano).

Il festival, inoltre, prevede un serie di percorsi di valorizzazione e riscoperta del territorio attraverso itinerari naturalistici sui sentieri del Parco Nazionale del Vesuvio, visite guidate agli Scavi di Oplonti, alle Terme Vesuviane, a Villa Parnaso, al Museo archeologico dei Campi Flegrei, al Parco archeologico delle Terme Baia, al Museo del Corallo e alla città sommersa di Baia. Previsti, come consuetudine, anche workshop e laboratori, incontri, stage di danza e percussioni. Info Qui
 

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