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​Un secolo di cultura francese: Gran Galà al Grenoble di Napoli

Giovedì 27 Giugno 2019 di Salvio Parisi
Gran Galà al Grenoble di Napoli

«La Francia a Napoli», ovvero l’Institut français de Naples che dal Palazzo Grenoble in via Crispi domina da sempre le storiche dimore aristocratiche da Chiaia alla Riviera.
Compie cento anni e per la solenne occasione non potevano mancare le celebrazioni in stile con una serata di gala dall’aplomb impeccabile. L’altroieri nella prestigiosa residenza l’etichetta e il tricolore hanno sottolineato il profondo legame tra Francia e Napoli, tra Francia e Italia, di cui da un secolo l’Istituto si fa portavoce. Ad accogliere gli invitati l’imponente scenografia di un libro, L'Immoraliste di André Gide, sulle gradinate d’entrata e a far gli onori di casa Laurent Burin Des Roziers, Console generale di Francia a Napoli e Direttore dell’Instituto, mentre Christian Masset, Ambasciatore francese in Italia, ha dato il benvenuto agli ospiti in segno di profonda e radicata corrispondenza tra Napoli e la Francia. Cadeau celebrativo per ogni ospite un foulard ispirato a due dipinti di Henri Rousseau e una foto di Gide.
 

 

"È con grande orgoglio e gioia che celebriamo i 100 anni dell'Institut français Napoli: anni di eccellenza culturale, di condivisione delle conoscenze e di amicizia franco-italiana”, così Laurent Burin Des Roziers per aprire la serata, iniziata nel giardino mediterraneo con la regista fondatrice del Théâtre du Soleil Ariane Mnouchkine e l’attore Renato Carpentieri, cui è stata affidata la lettura, rispettivamente in francese e in italiano, del discorso del Premio Nobel André Gide “A Naples: Reconnaissance à l’Italie”, pronunciato dall’autore proprio in quel luogo il 24 giugno 1950 in omaggio alla nostra città e all’Italia intera in un’acuta riflessione di ampio respiro con particolari e attualissimi riferimenti al concetto d’Europa.
La festa è proseguita con cena e danze in terrazza: dapprima la dj Aldoina Filangieri e una playlist parigina tra Serge Gainsbourg e Georges Brassens, Françoise Hardy e Indochine; poi il ballo in costumi d’epoca della Società di Danza Napoli, che ha eseguito la quadriglia francese, valzer figurati e una marcia, mentre il soprano Leontina Alvano ha intonato “Mon coeur” da Sansone e Dalila e “A’ francesa”. Per deliziare il palato il maestro pizzaiolo Guglielmo Vuolo e lo chef Mario Avallone hanno presentato i “bottoni”, piccole pizzette fritte all’acqua di mare: una salata ispirata a Alexandre Dumas e una dolce “di Amelie” con crema chantilly e coulis di fragole.
Tra gli ospiti di riguardo: il prefetto Carmela Pagano, l’Assessore Nino Daniele, Giuseppe De Carolis di Prossedi, presidente della Corte d'Appello di Napoli, il Console del Senegal Idrissa Sène, l’Ammiraglio Gilles Humeau della JFC Napoli, il Console USA Mary Ellen Countryman, il console del Marocco Rachid Daidai e quello della Tunisia Beya Ben Abdelbaki Fraoua, il generale Enrico Degni, Sylvain Bellenger, direttore del Museo di Capodimonte, il fotografo Mimmo Jodice, il cestista Massimo Antonelli, Titta Fiore, Presidente della Film Commission Regione Campania, Giacomo Rizzo, i registi Diego Olivares e Sandro Dionisio, gli scrittori Jean-Noël Schifano e Philippe Vilain, il presidente Altran Dominique Cerutti, Luigi Abete presidente BNL e il compositore Gianvincenzo Cresta.

Ultimo aggiornamento: 11:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA