Area live presenta “Sabir” e “Neapolis mantra”

Le due opere con l'ètoile internazionale Emanuela Bianchini

Mvula Sungani
Mvula Sungani
Mercoledì 6 Dicembre 2023, 15:25
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Sabir, è la nuova opera coreografica del regista e coreografo italo africano Mvula Sungani, che vede in scena l’ètoile internazionale Emanuela Bianchini accompagnata dai solisti della Mvula Sungani Physical Dance ed il compositore e polistrumentista Erasmo Petringa.

La nuova opera visuale e astratta, vuole stimolare in chi assiste una riflessione, che non deve necessariamente dare risposte immediate, ma dovrebbe fornire alcuni elementi per favorire l’idea che l'integrazione legale e sana può rappresentare una ricchezza, esattamente come accadeva più di 1000 anni fa tra i naviganti di molti paesi che per interagire nei porti del mediterraneo sentirono la necessità di creare una lingua franca comune: il Sabir.

La creazione prende spunto dalla filosofia inclusiva della lingua franca e pone l’accento sulla tematica dell’integrazione fra etnie diverse attraverso i racconti e le storie di immigrati e di emigranti. La chiave di lettura è il parallelo tra l’Italia di oggi, meta di immigrazioni e di speranze, come le drammatiche cronache quotidiane ci riportano, e quella del primo ‘900, quando a partire con aspettative di una vita migliore erano proprio gli italiani. L’opera di Sungani, trae ispirazione anche dai racconti e dalla storia della sua famiglia, è una lettura metaforica del passato e del presente della nostra nazione, un racconto emozionale e visivo sull’integrazione di culture lontane dal nostro popolo, un progetto per non dimenticare chi eravamo, chi siamo e forse chi vorremmo o quantomeno dovremmo essere.

La drammaturgia coreografica nell’astrattismo emozionale evoca storie di donne e uomini comuni, utilizza come linguaggio la physical dance ed è articolata per quadri in cui trame intense ed evocative esaltano i corpi scultorei dei danzatori e li fondono con la forza interpretativa delle musiche originali eseguite dal vivo.

Le musiche originali ispirate dalla tradizione italiana e contaminata per conferire un suono dal sapore mediterraneo, sono pensate e scritte per essere eseguite live con diversi strumenti etnici del sud Italia e dell’area mediterranea, sapientemente miscelati con suoni elettronici.

"Neapolis Mantra” è un’opera multidisciplinare ideata dal regista e coreografo italo-africano Mvula Sungani, che vede insieme sulla scena l’étoile Emanuela Bianchini, con la forza della sua physical dance, il maestro Enzo Gragnaniello e la sua potente voce black.

In scena insieme la compagnia di danza, un’attrice ed Enzo Gragnaniello con la sua band.

Uno spettacolo globale di interazione e compenetrazione tra danza, musica live e parola, ispirato alla cultura partenopea contemporanea.

La creazione, ispirata dall’omonimo album inciso nel 1998 dal cantautore napoletano, e omaggio ai 25 anni dalla pubblicazione della canzone Donna, interpretata dall’indimenticata Mia Martini, indaga la ricerca dell’essenziale, dove il corpo e la voce diventano ponte tra il reale e l’irreale e vogliono far entrare chi assiste in una dimensione onirica, tantrica: un viaggio nelle origini più vere e viscerali di Napoli, città che nelle sue più profonde contraddizioni ama i suoi figli, e come una madre li protegge e li custodisce gelosamente.

Un percorso emozionale che parte dall’intimo, e che entra in una narrazione astratta e visiva, nell’intento di evocare storie di donne, madri e figlie, di compagne amate, cercate, perdute, desiderate, donne fatte di terra, di aria, di emozioni, di aspettative e delusioni.

La regia, pensata per creare un’atmosfera essenziale, apparentemente scarna, vive di forti suggestioni visive all’interno dello spazio scenico, che muta continuamente al passo con le costruzioni fatte di corpi in perfetta armonia con i testi e la musica, sapientemente scolpiti da luci ed effetti visuali innovativi.
 

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