Breathing Room: Salvo Lombardo e Silvia Gribaudi in scena allo Spazio Körper di Napoli

Salvo Lombardo rappresenta l’invenzione di uno spazio ideale e dilatato in cui “riprendere fiato”

Breathing Room
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Venerdì 1 Dicembre 2023, 16:27
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La stagione 2023 di Spazio Körper, Centro Nazionale di Produzione della Danza, si conclude con un mese ricco di appuntamenti dedicati alla danza contemporanea che si articoleranno dal 3 al 10 dicembre.

In apertura la performance Breathing room di Salvo Lombardo, un progetto coreografico sul respiro e sul senso dell’essere in un probabile altrove, una dimensione porosa, simbolica e quasi immaginata, con la partecipazione straordinaria della coreografa Silvia Gribaudi,  il cui linguaggio attraversa arti performative, danza e teatro, focalizzando la propria ricerca sul corpo e sulla relazione con il pubblico

A seguire la rassegna Körperformer, a cura di Gennaro Cimmino, una preziosa occasione d’incontro per i giovani artisti campani con cinque eventi travolgenti e densi di significato che si svolgeranno presso la Sala Assoli in collaborazione con Casa del Contemporaneo

Breathing room di Salvo Lombardo, rappresenta l’invenzione di uno spazio ideale e dilatato in cui “riprendere fiato” e in cui praticare la perdita di controllo dell’artista sull’atto performativo

Sarà una performance determinata in tempo reale, senza prove, né anteprime, né repliche future grazie alla combinazione tra i suggerimenti della voce ambientale e le suggestioni date dal coreografo Salvo Lombardo direttamente in cuffia.

Lo spettacolo diviene una stanza metaforica in cui l’artista sviluppa un’attitudine all’ascolto, un vero e proprio esercizio alla vulnerabilità e relazionalità in grado di suggerire un atto di cura reciproco che coinvolge e attrae l’animo dello spettatore.

Fra le numerose attività del Centro di Produzione, l’attesissimo ritorno della rassegna di danza contemporanea Körperformer, a cura del direttore artistico Gennaro Cimmino, che avrà luogo dal 5 al 10 dicembre presso la Sala Assoli di Casa del Contemporaneo 

Il progetto, storica vetrina nazionale della danza, intende essere un focus sulla regione Campania, uno spazio aperto e attento alla ricerca artistica dei giovani autori del territorio che da anni approdano sulla scena nazionale ed europea.

Si comincia martedì 5 dicembre con la prima assoluta di IRU, un programma composto da tre coreografie di Marco De Alteriis. Sensi è un lavoro d’improvvisazione dove il significato dello spazio e dell’interazione nasce in modo del tutto spontaneo; 

In-Canto sarà il secondo appuntamento della rassegna e andrà in scena mercoledì 6 dicembre.

Dai suoni di una terra incontaminata comincia un viaggio al femminile nella terra “Madre”: uno spettacolo colmo di musica e parole sui momenti salienti della storia meridionale e sulle trasformazioni del nostro Sud.

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Inner” di Francesco Annarumma, previsto giovedì 7 dicembre, mette al centro della scena ogni singola parte del corpo per sentire pelle, ossa, muscoli e nervi che si contorcono per tirare fuori tutte le sensazioni consapevoli e non, tutta l’energia positiva che possediamo senza saperlo; quel sé fisico, tangibile, che include tutta la meccanica dei sentimenti del corpo diventa casa del passato, del presente e incertezza del futuro 

Venerdì 8 dicembre invece sarà la volta di Marco Auggiero e il suo “De – Generation”, un progetto della compagnia Mart Company suddiviso in due parti: Dark evolution, sulla visione di un futuro distopico e irreale e Lux et Umbra, sul rapporto fra l’uomo e l’oscurità.

Ultimo appuntamento della rassegna, la prima assoluta di MDMA del coreografo napoletano Gennaro Maione, artista poliedrico molto attivo sulla scena campana che da anni collabora con il Centro di Produzione. 

 MDMA debutta sullo stesso palcoscenico sabato 9 e domenica 10 dicembre, questa volta con quattro danzatrici in scena e la regia dello stesso Maione. Il progetto è un omaggio al cinema di Dario Argento, una partitura coreografica in cui il corpo dei performer attraversa tutte le forme artistiche che caratterizzano l’estetica del regista.

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