Il Teatro Lendi ricomincia con Peppe Barra in “Non c’è niente da ridere”

Lunedì 15 Novembre 2021
Il Teatro Lendi ricomincia con Peppe Barra in “Non c’è niente da ridere”

L’attesa sta per terminare! Il Teatro Lendi, in via Alessandro Volta 144 a Sant’Arpino , aprirà la stagione 2021/2022 con il maestro Peppe Barra in “Non c’è niente da ridere”, con Lalla Esposito. Lo spettacolo, scritto da Peppe Barra e Lamberto Lambertini che firma anche la regia, sarà in scena mercoledì 17, giovedì 18 e venerdì 19 novembre con inizio alle ore 21:00.

«Vi fa molto ridere questa poesia? Ci ho messo cinque anni per scriverla, sussurra l’attore al pubblico che si sbellica mentre il poveretto s’illude di aver recitato una cosa seria. Qui sta la chiave di questo spettacolo. La scena raffigura un teatro con il retro delle quinte, le luci della ribalta puntate verso il pubblico, i palchi dipinti sul fondale. In questo palcoscenico al contrario si avvicendano un attore e un’attrice, Peppe Barra e Lalla Esposito, con duetti, monologhi, canzonette e assurde rivisitazioni del teatro del novecento, mentre elementari spezzati di scena o consunti fondalini delineano le diverse situazioni drammatiche. Uno spettacolo che coniuga la risata con la commozione, la leggerezza con la cultura, la raffinatezza con la volgarità. Uno spettacolo dove i protagonisti, con molti travestimenti, classici e popolari, non nascondono la classica rivalità di coppia, in modo a volte sottile, a volte triviale. Tutto accade come se il vero pubblico non fosse presente. Uno spettacolo impossibile, dove tutto è in scena e fuori scena allo stesso tempo. Uno spettacolo fuori tempo. Pulcinella con una sonora scorreggia apre il sipario e poi, sorpreso e spaesato, si dichiara morto e fugge via, per riapparire nel finale, recitando una libera riduzione da un atto di Libero Bovio.

Un testo di grande poesia velata di attualissima nostalgia. Dove Colombina, invecchiata, nel rivedere Pulcinella che l’aveva crudelmente abbandonata, anni e anni prima, lo aggredisce, con dolore e furia. Pulcinella le giura d’esser morto, senza aver avuto il tempo di avvisarla. Ma che, ottenuto finalmente da San Pietro, il permesso di scendere qualche giorno sulla terra, l’aveva cercata dappertutto, in una Napoli trasformata e irriconoscibile. Colombina si commuove al racconto del suo uomo. Ridono, cantano le canzoni di una volta. Così, sull’onda dei ricordi di un’epoca scomparsa, che Bovio già rimpiangeva nei primi anni del novecento, ritrovano l’amore e vanno insieme in Paradiso. Uno spettacolo che è una passeggiata ironica e arguta attraverso il teatro del novecento, dove persino il teatro di Jonesco, in versione tutta napoletana, si trasforma in una surreale scenetta scarpettiana. Uno spettacolo sottosopra che, ancora una volta, la maschera di Pulcinella rimette in piedi sul palco.

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«Rivedere la sala gremita sarà un’emozione resa ancora più speciale dalla presenza sul palco di un monumento del teatro italiano come il maestro Barra, da cui ricomincia il nostro cartellone, ancora una volta costruito a immagine e somiglianza del pubblico. Sono certo che, in sicurezza, possiamo tornare a vivere delle belle serate di arte e spensieratezza» afferma Francesco Scarano, direttore del Teatro Lendi.

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