Eleonora Pimentel Fonseca torna a palazzo Serra di Cassano

Sabato 19 maggio alle 19 e domenica 20 maggio alle 18 torna in scena «Eleonora Pimentel Fonseca, con civica espansione di cuore» di Riccardo De Luca, lo spettacolo che l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici ha voluto - unico tra i suoi eventi - rendere stabile nella sua programmazione. Prodotto «dal basso», senza supporti economici né sostegni di finanziamento pubblico o privato ma grazie solo all'entusiasmo del pubblico lo spettacolo è in procinto di replicare in città per la trentesima e trentunesima volta.

Si racconta, tra lazzaroni e reali, tra dramma e grottesco la storia e la tragedia di Eleonora de Fonseca Pimentel che s'innalza al centro della nascita di una rivoluzionaria coscienza civile protagonista della Repubblica Napoletana del 1799, via luminosa per il futuro. E la si racconta - tra prosa, musica, danza in un tutto omogeneo quanto fantasioso, proprio in quei saloni dove vissero e idearono una società fatta di giustizia, uguaglianza e civiltà quei rivoluzionari nobili della Repubblica Napoletana del 1799, ideali a noi contemporanei tanto necessari. La strabiliante vita privata e pubblica di Eleonora de Fonseca Pimentel (sulla scena interpretata da una trascinante Annalisa Renzulli) che fu primo direttore donna di giornale della Storia, che consacrò la vita per l'emancipazione di quello stesso popolo da cui fu poi barbaramente massacrata.

Vengono messi in scena per la prima volta testi originali della Pimentel, come la drammatica poesia per il figlio perduto, il «Manoscritto del processo di separazione» dal violento marito Pasquale Tria, gli articoli scritti da lei stessa sul giornale che dirigeva che incitavano i napoletani ad emanciparsi dallo stato di «plebe» per passare a quello di «popolo», citando nella necessità e nella povertà del tempo esempi di vita e di comportamenti pratici di concittadini virtuosi, e ne era felice e le si schiudeva il cuore creando quella frase straordinaria che dipinge quel raro quanto necessario e nuovo sentimento dell'amore per il prossimo che è «la civica espansione di cuore».  Questi brani de «Il Monitore Napolitano» sono scenicamente messi a duro contrasto con le lazzaronesche invettive di chi non ne voleva sapere nulla di emanciparsi, anche perché politicamente ricattati e strumentalizzati da reali vili, corrotti e reazionari. E ancora sembra di ritornare alla società di oggi.

E ancora in scena passi tratti da i grandi romanzi biografici e storici come «Cara Eleonora» di Maria Antonietta Macchiocchi, «Il resto di niente» di Enzo Striano, liriche di Ester Basile e passi dello stesso De Luca. Gli altri sei camaleontici attori che interpretano trenta personaggi sono Salvatore Veneruso (Gennaro Serra di Cassano), Gino Grossi (padre De Forti), Francesca Rondinella (la regina Carolina), Lucrezia Delli Veneri (Lady Hamilton), Giovanni Sicignano (il duca Marullo), Riccardo De Luca (Re Ferdinando). Prenotazione consigliata a Stati Teatrali (327 7022940).
Venerdì 18 Maggio 2018, 09:43
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