​«Figlie di cagna», a Galleria Toledo i personaggi di Trilogia della Kristof

Venerdì 24 Gennaio 2020
Un centinaio di persone hanno salutato il debutto di “Figlie di cagna”, giovedì 23 gennaio a Galleria Toledo. Si è trattato dell’esordio alla regia di Enrico Basile, 39 anni, che con il giornalista Giovanni Chianelli ha adattato la prima parte della “Trilogia della città di k” di Agota Kristof, per la prima volta in versione teatrale. 
 
 

Molto apprezzate le prove delle due attrici, le giovanissime Greta Esposito e Mariasole Di Maio, che hanno messo in scena ogni personaggio del testo, scambiandosi anche di ruolo, e incarnando di volta in volta la coppia di gemelli che la Kristof ha creato con un’unica voce: “I gemelli non possono essere separati” recita il testo e il sottotitolo del lavoro teatrale. Le due figure, che nella prima parte dello spettacolo agiscono in simbiosi, vanno incontro a una dolorosa ma essenziale separazione, metafora della crescita individuale.

Scenografia suggestiva, ideata da Luca De Lorenzo, con tre maestose pareti composte da fogli di carta come controcanto de “Il Grande Quaderno”, titolo originale del primo dei tre libri della Trilogia, diario di appunti e regole, nel testo unico “posto dove non possiamo mentire. Il Grande Quaderno è il posto dove siamo Nadia e Diana”. Come si nota anche l’uso dei nomi è una citazione dalla Kristof: nel romanzo i personaggi erano Klaus e Lukas e anche qui Diana e Nadia sono anagrammi di se stessi. Le musiche di Alessandro Aloi hanno pescato da “Khorakhanè” di De Andrè, il disegno luci di Mattia Di Mauro a esaltare le atmosfere di assenza siderale dal resto del mondo dei due personaggi. Replica venerdì 24. © RIPRODUZIONE RISERVATA