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Nella penultima giornata del Campania Teatro Festival un tributo a Raffaele La Capria

Sabato 9 Luglio 2022
Nella penultima giornata del Campania Teatro Festival un tributo a Raffaele La Capria

Si avvicina la fine del Campania Teatro Festival che vede nella penultima giornata della sua quindicesima edizione, protagonisti quattro nuovi appuntamenti in programma. A pochi giorni dalla sua scomparsa, la sezione Sportopera celebra Raffaele La Capria con Letteratura e salti mortali, in scena nelle praterie del Gigante del Real Bosco di Capodimonte alle ore 21. Claudio Di Palma è regista e interprete di questo racconto teatrale liberamente ispirato all’omonima raccolta del compianto autore napoletano. Quando si pensa alla sua opera, non si può fare a meno di ricordare i tuffi nel golfo di Napoli descritti da La Capria che sapeva restituire attraverso le parole il suggestivo vitalismo della pesca sottomarina. Il tuffo è quello che, articolandosi in volute “mortali”, si dirige rapido in piscina e i convenuti al surreale cenacolo assumono forma e senso nelle riflessioni dell’unica figura che fra loro si muove e parla.

Per la sezione progetti speciali, Elio de Capitani leggerà Barabamborbòn, racconto di Diego de Silva, nell’ambito del progetto Il Sogno Reale. I Borbone di Napoli. Per quest’ultimo incontro, che si terrà al giardino dei Principi di Capodimonte alle ore 21, l’attore e regista - già protagonista al Campania teatro festival con Alla greca – darà voce alla vicenda di uno studente di giurisprudenza. Giuseppe Paparusso ha aspettato tre mesi per poter comprare una camicia adocchiata in una vetrina della galleria Umberto. Arrivato in negozio scopre che sulla maglietta è stato applicato un ulteriore sconto e decide, così, di godersi quella fortuna facendo una passeggiata. Tuttavia, quando ritornerà in negozio, si accorgerà che gli manca solo un euro per poterla acquistare.

Sempre per la sezione progetti speciali, sarà presentato in anteprima assoluta La storia più bella del mondo a Palazzo Coppola, nella Valle Cilento, alle ore 21. La trama è la seguente: i personaggi delle fiabe escono dai loro libri in cerca di un racconto con cui partecipare al concorso. Raggiungono il Cilento in cerca di persone anziane e ascoltano le loro storie, le annotano, le rileggono e si convincono che tra quei ricordi, semplici ma avvincenti, si nascondano anche delle favole. La sana competizione sfocia, però, in una lotta intestina a ogni gruppo quando i cattivi rubano i quaderni con i racconti per vincere il concorso.  Buoni e cattivi si ritrovano a combattere anche al di fuori della propria fiaba, mettendo in campo la parte più profonda della propria anima.

Ultima giornata per Semi in air: io sono confine. 3 giorni di indagine performativa sul corpo come frontiera, laboratorio a cura di Loredana Putignani, nella Sala Assoli dalle ore 11 alle ore 19. «Il progetto – racconta Putignani – è un processo che indaga sulle soglie tra culture e molteplici linguaggi creativi su piattaforma globale, per una resistenza culturale oltre le frontiere. Una dimensione spaziale e performativa, che ridefinisce alcuni tragitti aperti dai maestri dell’Avanguardia del secondo ‘900 tra scena teatrale, arti visive e performance. Uno scavo, nelle estrazioni degli elementi di performance puri da Beckett a Kantor, dai Laboratori di Frontiera di Neiwiller e Leo de Berardinis, a Eurasia d Joseph Beuys, dai tracciati di Hirayama all’Abramovic Method».

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