Raffaele Viviani, l'omaggio di Gianni Valentino ​a 70 anni dalla scomparsa

Giovedì 30 Luglio 2020
Raffaele Viviani rivive con “Senso Viviani”, l’originale progetto che intreccia fotografia, musica/poesia, gastronomia, ideato dal poeta e scrittore Gianni Valentino e promosso da Scabec per celebrare il grande commediografo, attore, poeta e regista napoletano a 70 anni dalla scomparsa (1950). Inaugurazione domani venerdì 31 luglio alle 11.30 nell’Ipogeo del Complesso Museale Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco (via dei Tribunali, 39) con l’istallazione fotografica omonima “Senso Viviani” a cura del fotografo Luciano Ferrara e dell’associazione Noos e l’intervento del cuoco Mario Avallone. 

L’accesso è consentito per gruppi di venti persone alla volta, ultimo ingresso alle 13.
 
Nell’allestimento fotografico si potranno ammirare decine di ritratti, primi piani, documenti scenici, avventure teatrali-cinematografiche-musicali del talento vesuviano. Una antologia di oltre 40 immagini che riassume i cosiddetti tipi, che il drammaturgo ha incarnato fisicamente in palcoscenico. In esposizione anche negativi preziosi e le carte di baule custoditi per lunghi anni e che ora trovano luce nuova. Tutto il materiale fotografico ha avuto l’approvazione degli eredi per l’esposizione ed è tratto dall’Archivio storico famiglia Viviani - Archivio fotografico Ferrara. Il cuoco Avallone, appassionato dei versi di Viviani, esprimerà la simbiosi tra pagina scritta e percezione del gusto, assecondando i sapori e i cibi che lo stesso Viviani citava in rima e in canzone.

“Senso Viviani”, che vuole riportare al popolo la produzione poetica del maestro autore di “Tuledo ‘e notte”, “La musica dei ciechi”, “Festa di Piedigrotta”, “I dieci comandamenti”, proseguirà fino all’11 ottobre con un mosaico di perfomance artistiche che vedranno alternarsi, negli spazi allestiti della mostra, tre set musicali in formazione da duo: Dolores Melodia con Ciro Riccardi (a fine agosto); Mauro Gioia con Gianluca Rovinello (a inizio settembre); Peppe Lanzetta con Giglio (a ottobre). E ancora otto reading ritmici e melologhi dalle antiche liriche di Viviani, con Gianni Valentino in voce recitante solista e in duo con il musicista Alfredo Cesarano alle corde.
 
«Raffaele Viviani non ha avuto il passepartout televisivo di Eduardo De Filippo, – spiega Gianni Valentino - non ha potuto beneficiare del testamento cinematografico di Totò. Viviani è tutt’ora un patrimonio vergine. Inesplorato. Mistificato. Una dote eruttiva e silente della cultura di Napoli e della Campania che resiste sotterranea nei labirinti emozionali e intellettuali di coloro che non si accontentano del panorama artistico ufficiale e sbraitato. Viviani è il popolo che lotta ogni giorno, che per condizione del variété si inventa mestieri e dignità. È la gente che – grintosa – ha imparato a campare con la sua faccia in primo piano, con la sua lingua in palmo di mano. Perché Viviani quella lingua la fa corpo e pane e sangue. Occhi e sorriso, pianto e torace, corteggiamenti soavi e prostituzione. Lingua anti-demagogia e anti-propaganda». 
 
«L’ipogeo - dichiara Francesca Amirante, curatore del Complesso del Purgatorio ad Arco - accoglie “naturalmente” l’omaggio a Viviani: i tanti personaggi del suo teatro e della sua musica si troveranno certamente bene tra le “anime pezzentelle” custodite nel Purgatorio ad Arco perché ne condividono storie e destini. Un’occasione importante per ribadire la vitalità del Complesso museale dopo la lunga chiusura».
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