Al Teatro Sannazaro in scena «Ovvi destini» di Filippo Gili

Sabato 19 Marzo 2022
Al Teatro Sannazaro in scena «Ovvi destini» di Filippo Gili

Da venerdì 25 a domenica 27 marzo al teatro Sannazaro va in scena «Ovvi destini» di Filippo Gili con Vanessa Scalera e con Pier Giorgio Bellocchio, Anna Ferzetti, Daniela Marra per la regia di Filippo Gili. Tre sorelle. Laura la primogenita, Lucia la seconda, Costanza la più piccola: sui trentacinque, chi più chi meno. Costanza è su una sedia a rotelle per colpa di un incidente provocato un paio d’anni prima da Laura, la maggiore. Ma né Costanza né Lucia conoscono la disgraziata responsabilità di Laura. Loro no: ma la conosce uno strano essere, Carlo, che comincia a ricattare Laura. Laura è una incallita giocatrice d’azzardo. Violenti gli scontri con Lucia, la sorella di mezzo.

Ma su questo si incentra anche il ricatto di Carlo: o dici a tua sorella che due anni fa fosti te, non vista, a fare quel balzo che costò le gambe di tua sorella, o tutti i proventi delle tue vincite li prenderò io. Il senso di colpa per quella disgrazia si fa materiale, sudato, vivo, bollente. Laura resiste. L’altro non spiffera nulla fin quando, davanti alle due sorelle ‘sane’, non soltanto si dimostrerà tutt’altro che ricattatorio, ma offrirà anche loro un dono: la possibilità di realizzare un desiderio irrealizzabile. Un angelo? Un demone? Metafisico o reale che sia, quell’uomo ha offerto loro una possibilità che, se non grottesca, sembrerebbe sublime. Che desiderio potrebbe esprimere Laura, se non quello, per amore e senso di colpa, di far riavere l’uso delle gambe alla sorella? Mi fermo qui. Ma voglio solo ricordare che il Poeta e lo Scienziato, nel film “Stalker” di Tarkovskji, quando arriveranno alla Stanza dei desideri si sottrarranno dall’esprimerne: chi garantisce che il desiderio più profondo sia quello cosciente, quello espresso, quello che deriva dall’amore, dalle cose chiare, piuttosto che uno strano oggetto che alberga nelle lontane caverne di un violento, libidico, antico Io?

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«Tragedia contemporanea suona sempre, se non come ossimoro, come una sconvenienza. – afferma il regista Filippo Gili - Si è abituati a trattare il tragico come monumento antico. Solo antico. Da idolatrare; o scomporre in derive d’avanguardia. In tutte le cose che ho scritto c’è sempre una situazione ‘al limite’, in cui mi piace gettare i miei personaggi e vedere che fine fanno. Brutto o bello che sia, è un piano inclinato in cui, più o meno, tutte le cose che metto su carta vanno a rotolare. Anche ‘Ovvi destini’. Una tragedia contemporanea, appunto. Da mettere in scena con la consueta passione per la concretezza. Per questo saranno Anna Ferzetti, Daniela Marra e Vanessa Scalera a interpretare questo gruppo di famiglia. Per la loro straordinaria inclinazione ad una recitazione concreta, e per la loro bravura a far diventare ‘concreto’ non il quotidiano ma, come in questo caso, le tragiche e paradossali ‘ore limite’ di una intera vita, di una intera famiglia.»

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