«I canti della tradizione davanti al presepe», i napoletani Damadakà a San Pietro

Mercoledì 29 Dicembre 2021
«I canti della tradizione davanti al presepe», i napoletani Damadakà a San Pietro

“I canti della tradizione davanti al presepe” un evento organizzato nella Basilica vaticana dal Vicariato vaticano e dalla Parrocchia di san Pietro per offrire ai pellegrini e ai visitatori presenti un momento di meditazione sul mistero del Natale. Il gruppo campano dei Damadakà e il coro della Basilica di San Pietro, diretto dal Maestro Temistocle Capone, hanno eseguito, alternandosi, canti popolari e canti liturgici che sono divenuti patrimonio universale.

(Ph. Sabrina Fusco)

 

Alle ore 16.00, quando in Basilica ci sono tante persone e non sono previste celebrazioni liturgiche, la processione con i tamburi è partita dalla Cappella del Coro, dedicata all'Immacolata, a san Francesco d'Assisi e Sant'Antonio da Padova - cantando “allestitevi pastori” e attirando spontaneamente tutte le persone che, seguendo la breve processione, si sono fermate davanti al bellissimo presepe realizzato dalla Fabbrica di San Pietro. Qui il coro della Basilica ha eseguito “Adeste fideles” mentre i Damadakà, come un ritornello, hanno intonato con la zampogna e la ciaramella, festose nenie tipiche della tradizione di tutto il Sud peninsulare. Dopo una breve preghiera davanti alla greppia, la processione ha proseguito il percorso sotto i lacunari dorati e i grandi archi di raccordo col transetto, architetture che risuonavano con i toni brillanti e i festosi canti  dei Damadakà fino all'altare della “Mater Ecclesiae”, un'antica immagine mariana della primigenia Basilica fatta erigere da Costantino.

Davanti alla Madonna "Resonet in laudibus" ha trovato eco nel canto alla Madonna delle Grazie e, dopo una breve preghiera a Maria, ancora si snoda la processione, sempre aperta e guidata dal suono squillante della ciaramella e dalle armonie ancestrali della zampogna, stavolta sotto la cupola di Michelangelo fino alla cantoria presso l'altare della Cattedra. Qui una breve spiegazione del parroco della Basilica, fra Agnello Stoia OFMConv, alle persone che nel frattempo hanno trovato posto nei banchi, del significato dell'evento, della tradizione natalizia del Sud Italia che, già ricca di suo, ha avuto dalla sapiente mano del vescovo e dottore della Chiesa Alfonso Maria de' Liguori un grande impulso. Egli ha tradotto nella lingua del popolo le grandi verità della fede e i contenuti biblici dell'avvento del Messia e della sua nascita. Il testo infatti di "Quann nascette o ninno a Betlemme", rispetto al testo italiano "Tu scendi dalle stelle" è molto diverso nei contenuti: colmo di riferimenti testuali biblici il primo e di tradizioni ebraiche, più devozionale il secondo.  L'evento si conclude e la celebrazione della messa vede ancora alternarsi nel canto il Coro con i Damadakà, davanti a una folla di pellegrini che partecipa alla celebrazione serale della messa. 

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Questo particolare alternarsi della musica popolare con la musica colta trova proprio qui a san Pietro una illustre espressione nel percorso della storia della Musica. Se da un lato Pierluigi da Palestrina ha fatto si che la polifonia diventasse il canto scelto per la liturgia accanto al gregoriano, il grande genio musicale Girolamo Frescobaldi fu l'organista di san Pietro e tradusse in armonia e contrappunto organistico la ricchezza armonica della polifonia, operando una svolta decisiva. Lo stesso Bach ne ha attinto a piene mani. Questo per dire che l'evento realizzato nel pomeriggio del 27 dicembre presso la Basilica vaticana non ha visto giustapposti i due gruppi ma l'uno si è richiamato all'altro in una armonia che ha riscaldato i cuori e le solenni architetture del Santuario delle Nazioni. Qualcuno ha commentato che san Pietro è apparsa una casa per la partecipazione dei presenti e il clima prodotto dai canti e dai suoni. La volontà di una qualità alta e al contempo della vicinanza al popolo lungi dall'essere un ossimoro, è il grande solco della Tradizione in seno alla Chiesa.

E anche qui a San Pietro questo è stato evidente grazie alla volontà di papa Francesco e del Cardinale Arciprete della Basilica fra Mauro Gambetti, anch'egli della famiglia francescana conventuale, di aprire le porte alle forme espressive del popolo della preghiera e della devozione. Una prova molto efficace, di bellezza e di equilibrio, grazie alla grande professionalità dei Damadakà e del Coro della Basilica di san Pietro

Ultimo aggiornamento: 30 Dicembre, 11:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA