Dad, l'iniziativa dell'imprenditrice napoletana: «Spazi studio e Wi-Fi gratis per chi ha bisogno»

Mercoledì 2 Dicembre 2020 di Antonio Folle

«Non è vero che siamo tutti sulla stessa barca. Siamo tutti sotto la stessa tempesta. Grazie per la scialuppa di salvataggio». E' il messaggio lasciato sul guestbook da una giovanissima insegnante precaria, la prima "beneficiaria" della bellissima iniziativa solidale organizzata da Valentina Varrella, titolare di un bed and breakfast situato a pochi passi da piazza Dante. L'imprenditrice napoletana alcuni giorni fa, come ha raccontato, ha scoperto le enormi difficoltà che affrontano quotidianamente le famiglie per mettere a disposizione dei loro figli gli strumenti e, soprattutto, gli spazi adeguati per lo svolgimento della didattica a distanza. Da qui nasce l'idea, subito messa in pratica. Valentina metterà a disposizione degli studenti che necessitano di aiuto le camere del suo bed and breakfast - compreso il Wi-Fi - in maniera del tutto gratuita.

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L'iniziativa è stata lanciata sul noto gruppo Facebook "Sos amici amici....Aiutiamoci tra noi..." gestito da Sergio Colella ed ha riscosso in poche ore un incredibile successo. Le notevoli difficoltà nella gestione familiare della didattica a distanza, infatti, stanno letteralmente scavando un "solco" tra gli studenti che possono contare su spazi e strumenti didattici adeguati e la vasta platea di ragazzi che non possono disporre di connessioni veloci o che sono costretti a condividere le ore di studio, magari in appartamenti di pochi metri quadrati, con due o più fratelli. 

«Qualche giorno fa - racconta Valentina Varrella - parlavo con alcune mie amiche ed ho scoperto le enormi difficoltà che sono costrette ad affrontare gli studenti per seguire la didattica a distanza. Spesso si parla di tre o quattro ragazzi costretti a studiare tutti insieme in una stessa stanza, magari seguendo lezioni diverse, con tutte le difficoltà del caso. Così ho pensato di mettere a disposizione le camere del mio bed and breakfast visto che per legge possiamo stare aperti ma che, a causa del terribile periodo che stiamo vivendo, siamo inesorabilmente vuoti. Vogliamo precisare - prosegue Valentina - che non creiamo aule studio, ma mettiamo solo a disposizione le stanze attrezzate con la connessione internet. L'unico adempimento che chiediamo, a parte l'autorizzazione dei genitori per i minorenni, è quello di fornire il proprio recapito per ragioni di sicurezza».

Valentina Varrella ha voluto più volte sottolineare la gratuità completa della sua iniziativa, nata per dare aiuto e non per mere ragioni di marketing: «Non c'è nulla di imprenditoriale nella nostra iniziativa - precisa - infatti abbiamo deciso di non fornire il nome della nostra struttura proprio per evitare di farci pubblicità gratuita. Ci stiamo arricchendo tantissimo, ma solo dal punto di vista umano. In questo periodo così difficile, dove anche le nostre vite si stanno fermando a causa del virus, non c'è cosa più bella e appagante della consapevolezza di aver dato, sia pure nel nostro piccolo, una mano a chi ne ha bisogno».

Una iniziativa, è la speranza di tutti, che potrebbe fare da apripista per altre iniziative del genere. Durante il primo lockdown molti bed and breakfast napoletani hanno messo a disposizione le loro camere per medici e personale sanitario arrivato in città a sostenere lo sforzo dei medici napoletani. Viste le difficoltà nella riapertura delle scuole - difficoltà aggravate dalle note carenze nel trasporto pubblico locale - si potrebbero studiare modalità di "incrocio" tra domanda e offerta di spazi destinati allo studio. Fornendo allo stesso tempo un aiuto economico a centinaia di attività formalmente aperte, ma di fatto completamente deserte. 

Ad oggi, con lo stop totale al turismo, in tutta la città ci sono centinaia di strutture di ogni dimensione che potrebbero potenzialmente mettere a disposizione degli studenti spazi e connessioni. La Regione e il Comune potrebbero, per una volta, mettere da parte le reciproche diffidenze, abbassare le armi dello scontro mediatico e studiare insieme la possibilità, magari dietro corresponsione di un piccolo rimborso spese, di "servirsi" dei bed and breakfast per alleggerire il carico sulle già stremate famiglie e restituire agli studenti un minimo di normalità.  

Ultimo aggiornamento: 19:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA