Disabili ma abili al lavoro: Giuseppina e Renato trovano un posto fisso

Disabili ma abili al lavoro: Giuseppina e Renato trovano un posto fisso
di Giovanni Chianelli
Giovedì 8 Settembre 2022, 17:27
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Due giovani napoletani, Giuseppina Parente e Renato Alario, hanno trovato un lavoro, con contratto a tempo indeterminato. E questa al Sud è di per sé una notizia; diventa una bellissima storia, però, se si considera che hanno entrambi la sindrome di down. Lo comunica la sezione napoletana della Aidp, associazione italiana persone down.

Il sodalizio ha da tempo ideato un servizio di inserimento lavorativo (Sil): «Tramite il progetto Sil aiutiamo i ragazzi a sviluppare le proprie competenze, utilizzare i computer, redigere un curriculum e sostenere un colloquio” racconta Imma Esposito che è presidente della Aipd Napoli e, insieme ad altri genitori di persone down, tra le fondatrici della sezione, nel 2013. “Non solo, questo servizio si occupa di sensibilizzare le aziende del territorio, stimolando la richiesta di personale tra i giovani che seguiamo».

L’impresa che ha risposto è la Mac Donald. Giuseppina, 27 anni, sta già lavorando al locale di Torre Annunziata, Renato, che di anni ne ha 25, si appresta a farlo per la sede del colosso americano dei panini che si trova al centro commerciale “La cartiera” di Pompei. “I ragazzi si sono impegnati, ma siamo stati fortunati a incontrare una persona sensibile a questi temi; prima, con altri, c’erano state difficoltà” dice la Esposito. La persona che ha assunto i ragazzi si chiama Paolo Grossi, business consultant per Mac Donald Italia: “Ha creduto fortemente nell’idea di dare una chance a questi giovani che, come diciamo noi, non sono un problema ma una risorsa”.

Al di là di ogni retorica, che lavorare con un disabile sia un’opportunità lo spiega Rossella Palumbo, la formatrice che ha seguito Giuseppina e Renato: «Credo che sentano molto la condizione di costituire, purtroppo, un’eccezione e per questo diano qualcosa in più in termini di efficienza, precisione, grinta e umanità. Vogliono dimostrare di essere lavoratori bravi come gli altri». La Palumbo, che insieme alle psicologhe Ilenia Carlino e Maria Di Nocera compone lo staff tutto al femminile del Sil, racconta qualcosa sul carattere e le personalità dei giovani: «Sono entrambi molto solari e predisposti all’apertura verso i rapporti con gli altri. Giuseppina, in particolare, è una persona che si pone degli obiettivi e lavora per ottenerli».

E questo, spiega, non è semplice, soprattutto in contesti difficili come quello in cui vivono: lei è di via Marina, Renato di San Giovanni a Teduccio. Forse anche per questo Giuseppina è molto contenta di questa vicenda: “Sto provando l’onore di sentirmi realizzata. Da quando ho incontrato le persone dall’Aipd, poi nel periodo di tirocinio, fino al momento che ho trovato il lavoro sono stati tutti, molto accoglienti con me” dice. Per poi rivelare la sensazione di avere un suo posto nel mondo dell’impiego: “Questa soddisfazione mi accompagnerà, ne sono sicura, per tutta la vita”. Per tutta la vita, già, un posto a tempo indeterminato non è cosa da poco.

La formatrice racconta che andando al colloquio, in auto, hanno scherzato e cantato, come sempre; poi Giuppi, come tutti la chiamano, ha capito che gli scherzi erano finiti e da quel momento, al cospetto dei suoi possibili datori di lavoro, avrebbe dovuto mostrare serietà: «Era molto compita, ha fatto un’ottima impressione. È riuscita a distinguere la situazione scherzosa da quella seria. Durante il periodo di servizio abbiamo insistito molto sulle firme e sulla puntualità, il giorno che avrebbero iniziato a lavorare sarebbero state abitudini decisive». Poi c’è stata quella che i formatori definiscono la sorpresa, dato che si aspettavano contratti annuali. La sorpresa è arrivata nel momento giusto: poco dopo l’assunzione Giuppi ha festeggiato il suo ventisettesimo compleanno insieme ai nuovi colleghi: «So che è già inseritissima, la festa è stata un ottimo modo per rompere il ghiaccio».

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