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«Donne, a Napoli mai più violenze:
ecco uno sportello per le denunce»

Martedì 8 Marzo 2022 di Giuliana Covella
«Donne, a Napoli mai più violenze: ecco uno sportello per le denunce»

Dopo la nascita di Una Casa per te lo scorso dicembre, Fondazione Banco di Napoli e questura di Napoli rafforzano la loro collaborazione contro la violenza sulle donne. L'occasione è stato il primo workshop dedicato al tema Mappatura e censimento dei Centri anti violenza nel territorio di Napoli e provincia, efficienza e durata dei servizi nella sede della fondazione in via Tribunali. Un fenomeno che, nella giornata dedicata alla festa della donna, registra numeri allarmanti con gli ultimi casi di femminicidio. Da qui la necessità di «rendere operativi, non solo nell'emergenza, i Centri anti violenza del Comune ai quali arrivano finanziamenti a progetto, vivono cioè di contributi attraverso bandi che hanno la durata di 6 mesi. Il problema è appunto la continuità dei servizi», ha sottolineato Rossella Paliotto, presidente della Fondazione Banco di Napoli, che ha presentato lo sportello Ri-partire + donne e vulnerabili, che offre aiuto gratuito per il supporto a donne, minori e a tutti i soggetti vittime di violenza psicologica, fisica e sessuale, «primo collegamento di aiuto sia per persone che intendono sporgere denuncia, sia per entrare poi in contatto diretto con i Cav».



Il primo passo era stato Una Casa per te, destinata all'accoglienza di donne, minori e altre vittime di violenza. Un progetto sostenuto dalla Fondazione Banco di Napoli e nato da un accordo con la polizia di Stato e Soroptimist International, consistente in un'intera area per l'audizione protetta e funzionale alle attività investigative al sesto piano della questura di Napoli. «La questura è da sempre impegnata nel portare avanti un'ottica di rete - ha detto il questore Giuliano - e di gioco di squadra per il contrasto a questo fenomeno così grave e odioso. Dopo aver inaugurato gli spazi nella nostra sede di via Medina lo scorso dicembre, dove si è fatto in modo che donne e minori accolti avessero la percezione di essere in un luogo accogliente e confortevole, ora siamo impegnati in un nuovo progetto con la Fondazione Banco di Napoli sul tema della violenza contro le donne. Crediamo che i centri anti violenza siano un tassello ineludibile di questo sistema - ha ribadito il questore - e vogliamo far sì che vi sia una mappatura costante dei Cav per una migliore operatività, per intervenire in modo concreto, non solo in linea di principio». A sostenere il progetto la Fondazione guidata da Rossella Paliotto, dove già in pandemia era nato - grazie a un protocollo con l'Ordine degli avvocati e l'Ordine dei commercialisti - lo sportello Ri-partire per aiutare le persone in grave disagio economico, psicologico e sociale.

«Oggi c'è un'implementazione con i servizi riservati alle donne vittime di violenza - ha spiegato - si tratta di un nuovo strumento a sostegno dei più deboli messo in campo dalla Fondazione Banco di Napoli, che insieme alla questura ha stabilito un vero rapporto di sinergia. Siamo partiti dal recupero dei locali al sesto piano di via Medina, che abbiamo finanziato con l'ausilio dell'associazione Soroptimist e altri soggetti che hanno favorito un percorso virtuoso, dove due istituzioni hanno un dialogo costruttivo per fare ulteriori passi in avanti. Spesso le istituzioni pubbliche e private vanno in solitaria, invece il vero valore aggiunto è creare la rete». Una Casa per te «era solo un punto di partenza - ha aggiunto la Paliotto - a Napoli esistono solo 5 centri anti violenza. Pochi per una città che ha un milione di abitanti. Ma c'è la necessità di conoscere anche quelli dell'area metropolitana, che significa 3 milioni e mezzo di abitanti che hanno bisogno di risposte».

Ad aprire il workshop è stata la senatrice Valeria Valente, presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sul femminicidio: «A Napoli e in Campania i dati sul fenomeno ci inchiodano a una grande responsabilità, dobbiamo cioè essere capaci di dare risposte pronte e puntuali alle donne che chiedono aiuto. E lavorare affinché tutto il personale sia preparato e siano adottate tutte le misure legislative per prendere in carico le vittime e far sì che abbiano una protezione adeguata». Al seminario, moderato da Cristiana Barone, sono intervenute la vicepresidente del Consiglio regionale Loredana Raia, l'assessore comunale alle pari opportunità Emanuela Ferrante, la dirigente della Divisione Anticrimine della questura Nunzia Brancati.
 

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