Migranti in cucina con gli studenti: successo per «Gusto da vendere»

di Rossella Grasso

Migranti e rifugiati, sono novelli chef in azione nel Gusto-lab. Il progetto si chiama «Gusto da vendere» ed è realizzato da Tobilì, la cooperativa di migranti che offre servizi di cucina e catering etnico, in partenariato con Less Onlus, realizzato nell'ambito del programma PartecipAzione - In azione per i rifugiati, promosso da Intersos e Unhcr.  All’Istituto Duca Di Buonvicino a Calata Capodichino, si è svolto l’evento di chiusura del progetto con la restituzione dei risultati del laboratorio di cucina e delle work-experiences. Obiettivo del progetto è creare opportunità di inclusione socio-professionale per migranti tra cui richiedenti asilo e i titolari di protezione internazionale - in particolare in uscita dai percorsi di accoglienza – e per giovani italiani a rischio di marginalità, attraverso interventi formativi e percorsi di empowerment sulle tecniche di ristorazione, con l’obiettivo di formare i destinatari delle attività nella gestione di un laboratorio di cucina.
 
 

Hanno partecipato all'evento conclusivo del progetto il Dirigente scolastico Carmela Musello e il presidente di Tobilì Saeid Haselpour. Il laboratorio, partito a luglio e terminato a settembre, ha trasferito ai richiedenti asilo e rifugiati le competenze sulla manipolazione e trasformazione degli alimenti in modo conforme alla normativa vigente e le tecniche innovative di cucina. A condurre il laboratorio Giuseppe Scuotto dell’Istituto Alberghiero Duca di Buonvicino; il plesso scolastico, sito a Calata Capodichino, inoltre ha messo a disposizione le aule didattiche al fine di rendere ancora più efficace l’attività formativa.
 
«Il progetto vuole essere un’altra tappa del nostro viaggio nell'integrazione attraverso la cucina, così da creare opportunità lavorative nel mondo della ristorazione – spiega Saeid Haselpour, rifugiato e presidente della Cooperativa Tobilì – la formazione e l’esperienza sono diventati elementi fondamentali per il mercato del lavoro che richiede personale specializzato, per questo abbiamo deciso di costruire questo percorso laboratoriale grazie al contributo di Intersos e dell’Unhcr». I partecipanti affronteranno un percorso esperienziale di due settimane attraverso training in aziende ristorative del territorio così potranno ulteriormente sviluppare competenze tecnico pratiche e approfondire le conoscenze acquisite durante la formazione. «Cibo ed Intercultura è un binomio che da sempre ha funzionato – conclude Haselpour - crediamo che la contaminazione culturale in cucina sia un ottimo veicolo di sensibilizzazione per una società multiculturale».
 
«L’intenzione dalla quale siamo partiti  è stata quella di fare del completamento del progetto 'Gusto da vendere' che il nostro istituto ha realizzato con Less un momento di condivisione e riflessione vivo e attivo sugli articoli 3 e 10 della Costituzione, oltre che la fluida conclusione dei quattro  progetti che la nostra scuola ha messo in campo in tema di immigrazione  a partire dal 2015 – conclude Carmela Musello, dirigente Duca di Buonvicino -  Convinti che solo la forza delle testimonianze vive e dirette possa  spezzare l’automatismo velenoso del pregiudizio». «Il progetto è riuscito perchè è stato il frutto di una rete di collaborazione sul territorio - ha detto Daniela Fiore, presidente di Less - le scuole, enti no profit, aziende locali che hanno offerto le working experience si sono messe a disposizione per trasmettere questo importante messaggio di integrazione e lavoro».
Martedì 8 Ottobre 2019, 16:03 - Ultimo aggiornamento: 08-10-2019 16:36
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