Napoli, 30 giovani ai Quartieri Spagnoli per produrre progetti di sviluppo

Lunedì 17 Maggio 2021
Napoli, 30 giovani ai Quartieri Spagnoli per produrre progetti di sviluppo

Da Venezia a Napoli, destinazione Quartieri Spagnoli. Dal 19 al 22 maggio il Master U-RISE (il primo Master istituito in Italia sulla rigenerazione urbana e l’innovazione sociale, promosso dall’Istituto Universitario di Architettura di Venezia – IUAV) si trasferirà nell’antico quartiere del centro storico di Napoli, area di fragilità urbane e sede di recenti, significativi, esempi di rigenerazione urbana, sociale, educativa e di impresa.

I 30 studenti del Master (urbanisti, architetti, paesaggisti, manager della cultura, antropologi, imprenditori sociali e operatori del terzo settore) e i loro docenti arriveranno a FOQUS - Fondazione Quartieri Spagnoli, per quattro giorni di ascolto e di comprensione sul campo di questo laboratorio di innovazione, dopo averne studiato le caratteristiche in aula: un modello di rigenerazione urbana che lo IUAV di Venezia ha scelto quest’anno come tema di lavoro e caso di studio.

Il Master U-Rise in Rigenerazione Urbana e Innovazione Sociale dell’Università Iuav di Venezia è stato avviato dall’Ateneo nel 2015 e, fino ad oggi, si è occupato dei quartieri della fragilità di Berlino, Barcellona, Padova e Milano. Dopo la sua “prima volta” a Napoli, scaturiranno da questa esperienza di “didattica immersiva” proposte progettuali elaborate appositamente per lo sviluppo di FOQUS e dei Quartieri Spagnoli. Uno step progettuale che costituisce una novità assoluta per questo format di studio, che si propone di formare profili professionali capaci di progettare spazi inclusivi, attivare gli abitanti attraverso la cultura e l’uso degli spazi pubblici, gestire network multi-stakeholder pubblico-privati, costruire progetti e percorsi aperti, incrementali e sostenibili, con un forte approccio place-based.

Il percorso della Fondazione FOQUS parte nel 2013, con la rigenerazione di un antico convento di 10mila metri quadri nel cuore dei Quartieri Spagnoli: oggi FOQUS rappresenta un originale modello di innovazione sociale, a base educativa e d’impresa, che sta trasformando il difficile quartiere napoletano. Un universo che vede muoversi al suo interno più di mille persone al giorno, che hanno scelto di lavorare, studiare o avviare la propria attività proprio nell’ambito di questo territorio, in una splendida commistione tra realtà. E i numeri parlano chiaro: 168 nuovi posti di lavoro, di cui 48 ad alta specializzazione; 3 nuove cooperative giovanili che producono servizi e lavoro; 22 tra fondazioni, aziende e imprese insediate nell’ex-monastero; un nido, una scuola d’infanzia, una scuola primaria e una secondaria; due corsi di laurea per 700 studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli; un Centro di alta specializzazione per ragazzi con disabilità cognitive; e poi un cinema, una biblioteca, una galleria d’arte… dove solo 8 anni fa c’era edificio vuoto di persone e funzioni.

Frutto di un accordo pluriennale tra IUAV e Fondazione FOQUS, il Master – che ha già studiato nei mesi scorsi, nelle aule veneziane, il “caso FOQUS” – prevede ora l’inizio di un laboratorio progettuale dedicato alla Fondazione e ai Quartieri: affiancati dai loro docenti, i giovani elaboreranno infatti veri progetti che potranno riguardare il ripensamento degli spazi, il coinvolgimento delle diverse comunità e la costruzione della sostenibilità economica e organizzativa di nuove iniziative: progetti che in un secondo step potranno essere realizzati a beneficio del territorio.

Per FOQUS questo è il primo passo di un percorso più ampio che, a partire da settembre 2021, avvierà un’ampia collaborazione con Università del territorio e nazionali, anche con l’avvio dei “Foqus Colloquia”: incontri pubblici a livello nazionale e internazionale che porteranno i temi della rigenerazione delle città sotto la lente di esperti e attori del cambiamento, protagonisti di molteplici esperienze a livello internazionale, impegnati in confronti ad altissimo livello (in forma di colloqui, appunto) tra innovazione e “casi scuola”. Un’iniziativa tesa a mettere a sistema le buone pratiche esistenti, costruendo una rete necessaria per creare modelli replicabili a disposizione delle istituzioni e di chiunque voglia intraprendere questo genere di percorsi sul proprio territorio.

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