Negrita e Pitt, i cani del senzatetto sgomberato a Napoli Est cercano casa

Martedì 20 Ottobre 2020 di Alessandro Bottone

Otto giorni dopo lo smantellamento della baracca il senzatetto è ancora in via Benedetto Brin. In quell'angolo della periferia orientale di Napoli lui e la sua compagna hanno vissuto per oltre cinque anni, riparati dalle intemperie con materiale di fortuna e, al tempo stesso, circondati dai rifiuti e dai ratti.

La donna, rumena 36enne, è ancora ricoverata in ospedale per ricevere le cure adeguate alle sue fragili condizioni: soffre di alcolismo ed è infetta da HIV. L'uomo, 56enne napoletano, ora trascorre la notte sotto il ponte della ferrovia in via Emanuele Gianturco, a meno di trecento metri dallo spazio di via Brin bonificato e ripulito da ingombranti e rifiuti ammassati nel tempo, più volte dati alle fiamme e “inzuppati” dalle pesanti piogge dei giorni scorsi. In poche ore il Comune ha ripristinato una situazione igienico-sanitaria preoccupante. Intanto sono iniziati alcuni interventi nello spazio di competenza delle ferrovie.

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Aiutato da diverse associazioni e dai volontari che arrivano da quartieri limitrofi, il senzatetto si sente ancora più abbandonato senza la fatiscente catapecchia. Nonostante la necessità di un posto caldo e sicuro, non accetta di andare in un dormitorio o in una delle strutture messe a disposizione dall'amministrazione comunale: se accettasse dovrebbe rinunciare ai “giri notturni” durante i quali riesce a raccogliere materiali in metallo che rivende guadagnandosi qualche moneta per mangiare e per le sigarette.

A combattere la solitudine lo aiutano il cellulare e soprattutto la sua cagnolina, una meticcia di pochi mesi. Fino a qualche giorno fa l'uomo si prendeva cura anche di altri due cani: una meticcia nera e un pitbull, entrambi di circa due anni. Smantellata la baracca i cani sono finiti in strada, così come il loro padrone. La triste condizione non è passata inosservata a Stefania Palmieri, una donna che lavora a due passi dal “curvone” di via Brin. Da sempre amante degli animali e a difesa dei cani, Stefania si è avvicinata e ha subito manifestato la volontà di prendersi cura degli amici a quattro zampe. D'accordo col senzatetto li ha portati in un rifugio nel napoletano, a proprie spese, così da proteggerli ed evitare che finiscano in un canile. Ha poi affidato ai social il suo appello: cerca persone che possano adottarli in modo responsabile. I due quadrupedi godono di buona salute, entrambi microcippati e molto socievoli perché abituati a stare in contatto con altri cani.

La sfida di Stefania è trovare loro una casa: per ora nessuno ha risposto al suo appello. «Non lasciamoli morire in un box» scrive la volontaria per Pit e Negrita, questi i nomi dei due cani del senzatetto. «Questa storia appartiene a tutti noi, non solo a chi si ferma a guardare l'altro» evidenzia la donna. Oltre la difficile situazione umana e sociale che riguarda il senzatetto e la sua compagna, c'è un'altra storia di sofferenza che vede protagonisti, appunto, i due cani. Hanno bisogno di attenzioni e cure, le stesse che l'uomo aspetta silenziosamente ogni giorno dai volontari e dai residenti.

Ultimo aggiornamento: 14:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA