«Non giudicare sbagliato ciò che non conosci»: la lezione di vita dei campioni Gwend e Boni al Kodokan

Boni e Gwend
di Diego Scarpitti

Ippon e bracciata. Insieme per debellare la discriminazione, considerata fuorilegge. Genere, etnia e disabilità non sono un ostacolo. La judoka Edwige Gwend e il nuotatore paralimpico Vincenzo Boni si sono ritrovati al Kodokan, lanciando messaggi di speranza, catalizzando l’attenzione per le loro storie umane e sportive. «La legge sullo Ius soli è ancora ferma. Spero venga discussa seriamente ed approvata in tempi utili» ha auspicato la tesserata delle Fiamme Gialle, campionessa italiana ed europea. «Noi non siamo tutti uguali. La diversità è bella e fa la differenza. Siamo noi, nel modo in cui ci poniamo nei confronti della diversità, a fare la differenza» scandisce l’atleta già in gara a Londra 2012 e Rio 2016, che ambisce ad andare a medaglia alle Olimpiadi di Tokyo 2020, dove parteciperà per la terza volta ai Giochi a cinque cerchi. Autoironico, con braccioli, occhialini e cuffia, il Cavaliere della Repubblica, 17 volte campione italiano in vasca, artefice di quattro record del mondo, si è presentato all’Albergo dei Poveri alla ricerca affannosa di uno spazio acqua, tenendo molto bene la scena nello sketch organizzato.
 
 

«Sono l’esempio più forte ed eclatante. Fate della vostra disabilità la vostra forza» annuncia con il sorriso stampato in volto Boni, membro delle Fiamme Oro, bronzo olimpico in Brasile due anni fa, «mito vivente dello sport». In tantissimi hanno aderito in modo convinto all’iniziativa «Diverso? Ma da chi?», manifestazione patrocinata dall’Assessorato alle Politiche sociali del Comune di Napoli, dall’AICS, dall’Arci Mediterraneo e dall’Arcigay. «Bisogna continuare a combattere l’ignoranza. Possiamo stare insieme con tutte le nostre diversità. Noi siamo tutti diversi e non esiste il diverso. L’idea è vivere senza nessun problema e senza barriere create dai nostri occhi» osserva l’organizzatore dell’evento Gianluca Punzo insieme al collettivo PA TA PUM – Officina per la didattica, l’arte e lo spettacolo. «Riusciamo attraverso lo sport a fare inclusione e integrazione. Al Kodokan abbiamo gli strumenti per realizzare i nostri progetti e ringraziamo il maestro Giuseppe Marmo che ci ospita e sposa le nostre cause» ammette Alessandro Papaccio, presidente regionale AICS. «E’ la vita che ci insegna chi siamo: viva la diversità» asserisce con forza Maria Grazia Procentese dell’associazione La Scintilla. Sport e sociale insieme per vincere nuove sfide e tagliare altri traguardi. «Non giudicare sbagliato ciò che non conosci, cogli l’occasione per comprendere» la bellissima frase di Pablo Picasso stampata su cartoncini gialli e distribuita ai presenti. Un monito e una lezione di vita targata Gwend e Boni. 
Mercoledì 14 Marzo 2018, 21:54 - Ultimo aggiornamento: 14-03-2018 21:54
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