Primo dicembre in piazza San Domenico: pizza e test gratuito contro l’Aids

Durante e dopo la pandemia Covid è calato il numero dei test sull'Aids

La locandina dell'iniziativa
La locandina dell'iniziativa
Martedì 29 Novembre 2022, 13:22 - Ultimo agg. 14:23
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In occasione del Primo Dicembre, Giornata Internazionale di lotta all’AIDS, anche quest’anno i volontari e le volontarie di Antinoo Arcigay Napoli e Pride Vesuvio Rainbow, con il supporto dell’Azienda Ospedaliera dei Colli saranno in piazza per una giornata di testing dedicata alle Infezioni sessualmente trasmissibili.

L’appuntamento è in piazza San Domenico Maggiore, giovedì 1 dicembre, dalle 9 alle 21 dove sarà possibile effettuare il test rapido capillare, gratuito e anonimo per HIV e Sifilide e sarà possibile avere informazioni su screening, prevenzione, vaccini e sulle nuove profilassi PrEP e PEP grazie al supporto volontario del personale medico dell’ospedale Cotugno di Napoli.

L’iniziativa è patrocinata, oltre che dall’Azienda Ospedaliera dei Colli anche da Comune di Napoli, dalla Città Metropolitana di Napoli e dal Centro di Servizio per il Volontariato (CSV) ed è realizzata con il supporto dell’associazione A.S.A. di Milano (Associazione Solidarietà AIDS), e grazie al supporto di Gino Sorbillo, inoltre, mentre si attende il risultato del test, sarà possibile mangiare una gustosa pizza calda.

"Purtroppo dobbiamo registrare – afferma Antonello Sannino, Segretario di Arcigay Antinoo di Napoli – che la pandemia da COVID-19 ha comportato un forte calo dell’attività di testing, per questo mai come quest’anno è necessaria una forte attività di screening sulle IST" 

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"La continua informazione e prevenzione – dichiara  Emanuela Ferrante, Assessora per le Pari Opportunità del Comune di Napoli – sono gli alleati giusti per poter evitare l’aggravarsi di qualunque tipo di patologia". 

“Vogliamo sensibilizzare – aggiunge l'assessore Vincenzo Santagada – sul ruolo centrale della prevenzione. Bisogna ricordare che l’infezione HIV è una realtà ancora presente tra noi, non colpisce solamente alcune categorie di persone; il virus HIV è popolare, è può colpire chiunque”.

Meno test di controllo e più infezioni scoperte in fase già avanzata. È un trend estremamente preoccupante quello relativo ai casi di HIV e AIDS registrati al Cotugno di Napoli. 

Ancor più grave è il ritardo con il quale i pazienti arrivano ad una diagnosi. «A causa della pandemia - spiega il Vincenzo Sangiovanni direttore dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive dell’Immunodepresso - molti pazienti hanno rinunciato ad un percorso di indagine precoce e sono arrivati da noi con forme di infezione già avanzata, o addirittura, in alcuni casi di AIDS già conclamata, anche in pazienti under 40».

Dal Cotugno arriva anche un allarme relativo alle modalità di trasmissione del virus, che oggi si diffonde soprattutto a causa di rapporti non protetti in coppie eterosessuali. Dai dati del Cotugno i più colpiti a Napoli e in provincia, risultano essere i quarantenni, ma anche i giovanissimi che, spesso, ignorano del tutto il problema, ritenendo l’AIDS una malattia ormai non più presente nel nostro paese.

«Benché a tutt’oggi non esista una terapia capace di eradicare il virus - dice Elio Manzillo, direttore della UOC Malattie infettive e dell’immigrazione - arrivare ad una diagnosi precoce è essenziale perché oggi abbiamo a disposizione terapie che consentono di vivere una vita normale anche alle persone sieropositive».

Anche l’approccio alla patologia è cambiato negli anni. «Oggi c’è maggiore attenzione anche al benessere generale dei pazienti sieropositivi - spiega Vincenzo Esposito, direttore della UOC Malattie infettive e medicina di genere - Al Cotugno, presso il nostro ambulatorio, abbiamo un percorso che prevede consulenza psicologica, supporto nutrizionale e anche la consulenza di un personal trainer per seguire i pazienti anche via web app».

Presso l’ospedale Cotugno, inoltre, è attivo il Gruppo C per gli screening in anonimato. Tutti i lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 9 alle 12, è possibile effettuare il test anonimamente e senza impegnativa del medico di base.

«Il fatto che la pandemia abbia ritardato le diagnosi al punto da vedere oggi molti casi conclamati - dice Anna Iervolino, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli - ci spinge ad alzare di molto il nostro livello di comunicazione nei confronti della cittadinanza e a fare sempre di più per potenziare i nostri servizi. Dobbiamo fare in modo che il tema dell’HIV sia ancora oggi presente soprattutto nelle scuole, per far sì che i giovani siano preparati e pronti a difendersi da un nemico che, a torto, ritengono ormai superato».

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