Troppi abusi sui minori, la psicologa Cappelluccio: «Bisogna saper ascoltare»

Lunedì 7 Maggio 2018 di Rossella Grasso

La violenza è all'ordine del giorno nelle cronache italiane. Sempre più spesso vittime sono i bambini, la fascia più fragile e ingenua. Un mondo difficile da interpretare ma non impossibile. Rosetta Cappelluccio, psicologa, cerca di fare luce sull'infanzia nel libro «I figli degli altri». I bambini vanno ascoltati e capiti, sono tanti i campanelli d'allarme da interpretare per dare loro la giusta portezione e prevenire episodi di violenza. Se ne è discusso insieme all'autrice nel complesso monumentale di Santa Maria La Nova a Napoli con Antonio Cerruti, Presidente del Collegio dei Probiviri dell'Avis della Regione Campania, Francesca Ghidini, giornalista Rai, Maria Antonietta Troncone, Procuratore Capo della Repubblica Pressoil tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Giuseppe Scialla, Garante per l'infanzia e l'adolescenza della Regione Campania e Alessia Schisano, avvocato familiarista. 
 

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Obiettivo dell'incontro organizzato dall’Avis Napoli 5 è quello di dare voce ai bambini disagiati, con particolare attenzione a quelli vittime di abusi e violenze, coinvolgendo le associazioni territoriali e i rappresentanti istituzionali. Il dibattito è partito dal libro di Cappelluccio, storie di vittime di abusi raccontate attraverso i loro occhi. Un modo per far comprendere un universo spesso impenetrabile e sensibilizzare e responsabilizzare tutti sul problema. «Ai bambini vogliamo donare il tempo, l’attenzione, la protezione necessaria per tenere vivo il senso della vita, facendogli riscoprire il valore di se stessi, accompagnandoli così in questo viaggio meraviglioso del loro vivere», hanno detto i volontari dell'Avis.

«I figli degli altri è il voler nascondere l'emotività che certe volte ci toccano profondamente - ha detto Cappelluccio -  Grazie all'Avis ho la possibilità di salvaguardare e dare una serenità ai bambini. Chiedo voce per i bambini che di fronte a queste difficoltà non vengono ascoltati o addirittura viene ridimensinata la loro problematica. Iniziamo a leggere soprattutto i segnali e mi rivolgo soprattutto alle istituzioni, ai professionisti e agli insegnanti, a tutti quelli che sono in contatto con i minori».

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